Lavori Pubblici

Avvalimento: stop al frazionamento dei requisiti

Massimo Frontera

In una determinazione dedicata all'avvalimento, l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici mette un freno all'utilizzo "disinvolto" di questo strumento.

Illustrazione dettagliata (sia negli appalti di lavori che in quelli di servizi e forniture) di tutte le risorse messe a disposizione dell'impresa che fa ricorso all'avvalimento; maggiori controlli a carico della stazione appaltante; divieto di frazionamento dei requisisti oggetto di avvalimento. Sono le principali novità contenute nella determina n.2/2012 dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, tutta dedicata all'avvalimento.

Dettagli nel contratto
. Il contratto di avvalimento in gara e qualificazione mediante avvalimento previsto dal codice appalti prevede che vengano riportati «in modo compiuto, esplicito ed esauriente» tutte gli elementi che riguardano l'oggetto dell'appalto: «risorse e mezzi prestati in modo determinato e specifico», oltre a «durata» e «ogni altro utile elemento ai fini dell'avvalimento».

Partendo da questo principio fissato dal Codice appalti, la determinazione n.2/2012 dell'Autorità sui contratti pubblici (scarica il testo a questo link ) precisa che non c'è «nessun dubbio in ordine al fatto che tali elementi (dell'avvalimento, ndr) debbano essere specificati analiticamente; diversamente opinando, infatti, si profilerebbe una violazione di legge che potrebbe configurare una causa di esclusione del concorrente dalla gara».

«Dalle argomentazioni esposte - continua la determinazione - si ricava che il contratto di avvalimento non può sostanziarsi nell'impegno generico "a mettere a disposizione in caso di aggiudicazione le risorse necessarie di cui il concorrente è carente"».

Controlli e verifiche da parte della PA
. Anche l'amministrazione appaltante non si può sottrarre dalle sue responsabilità in ordine alla verifica e al controllo. Prosegue infatti dal determinazione: «Al fine di evitare il pericolo che l'avvalimento possa tradursi in una mera circolazione di requisiti, svincolata da qualsivoglia collegamento con le risorse sottostanti, diventa cruciale il passaggio, come più volte sottolineato dalla giurisprudenza, dell'attenta verifica da parte della stazione appaltante della "prova dell'effettiva disponibilità delle risorse prestate"».

Ed ecco in che modo l'amministrazione appaltante deve agire nei controlli: La «verifica presuppone, in primis, una specificazione dei mezzi prestati, quindi il generico impegno a mettere a disposizione dell'impresa ausiliata le risorse necessarie è, in generale, non sufficiente in quanto, pur soddisfacendo in apparenza la lettera della norma, finisce in realtà per tradirne lo spirito». «In ogni caso, spetta alla stazione appaltante valutare se il contratto di avvalimento prodotto dall'impresa ausiliaria sia adeguato rispetto alla carenza di requisiti che è chiamato a colmare e fornisca sufficienti garanzie per una corretta esecuzione del contratto».

Durata del contratto
. Anche sulla durata del contratto, l'Authority ricorda che va sempre indicata e che il termine «non è derogabile dalle parti, dovendo necessariamente coincidere con la durata dell'appalto».

Lavori, servizi e forniture
. Infine tutte le precedenti puntualizzazioni, scrive l'Authority vanno applicate «anche al settore dei servizi e delle forniture in quanto non si ravvisano ragioni per effettuare una differenziazione in questo senso nell'ambito degli appalti pubblici».

Divieto del frazionamento dei requisiti
. Basta con l'avvalimento frazionato, quando per esempio un'impresa concorrente si avvale solo del 50% di una qualifica Soa di un'impresa e magari prende l'altro 50% della stessa qualifica da un'altra impresa. Secondo l'autorità sui contratti non si può fare. Citando il «il divieto di utilizzo frazionato per il concorrente dei singoli requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di cui all'articolo 40, comma 3, lettera b)», l'Authority «ritiene che il divieto di utilizzo frazionato dei requisiti debba essere interpretato sia come divieto di avvalersi di più imprese ausiliarie per ciascuna categoria di qualificazione sia come divieto di frazionamento del singolo requisito fra impresa ausiliata ed ausiliaria».

«Ne consegue - aggiunge l'Authority - non soltanto che non possono essere utilizzate più imprese ausiliarie per provare cumulativamente una categoria (salvo l'eccezione prevista dalla legge), ma anche che il concorrente in possesso dell'attestazione SOA per una classifica inferiore a quella richiesta dal bando di gara non può sommarla a quella posseduta da un'altra impresa, in modo da raggiungere la classifica prescritta».


© RIPRODUZIONE RISERVATA