Lavori Pubblici

È legge il decreto Terremoto (Emilia Romagna). I fondi salgono a 8,2 miliardi di euro

Fabiana Calsolaro

Il pacchetto sarà completato a breve con gli emendamenti del Governo ai Dl 83 e 95, in fase di conversione. Arrivano 6 miliardi sotto forma di mutui, con pagamento rate a carico dello Stato

Il Senato ha dato ieri (1° agosto) il via libera definitivo al Ddl 3402 di conversione del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, relativo agli eventi sismici in Emilia, Lombardia e Veneto (n.74/6 giugno 2012).
E il quadro complessivo delle norme per la ricostruzione sarà a breve completato da altri due emendamenti governativi, in fase di approvazione definitiva: quello alla spending review (passato il 31 luglio in Senato e ora all'esame della Camera), sulla possibilità di usufruire di ulteriori 6 miliardi (tramite mutui bancari con rimborso a carico dello Stato) rispetto ai fondi già stanziati dal decreto, e quello all'articolo 10 del Dl Sviluppo, che regolamenta la realizzazione dei Map (moduli abitativi temporanei) nelle zone colpite dal sisma.

Grazie all'emendamento spending review arrivano così a 8,2 i miliardi di euro messi a disposizione per la riparazione/ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, produttivi, infrastrutture, beni culturali. Ai 3,2 mld già stanziati (2,5 mld dal decreto e 700 mln da Inail e Ue), si aggiungono i 6 mld previsti nell'emendamento come prestito dalla Cassa DdPp allo Stato, di cui i cittadini potranno fruire come finanziamento agevolato maturando un pari credito d'imposta per la copertura delle rate.

Tra le misure principali del decreto convertito: possibilità che i Comuni prevedano in sede di ricostruzione dei capannoni industriali un incremento massimo del 20% della superficie utile (art.3); per gli interventi su edifici pubblici e beni artistici e culturali, autorizzata per il Mibac una spesa di 5 mln di euro per il 2012; istituzione, presso le prefetture, di elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa; attivazione di una misura per le grandi imprese danneggiate dal sisma per cui a partire dal 2013, una quota fino a 25 mln di euro dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge finanziaria 2005 è destinata a finanziamenti agevolati a tali imprese; previste una serie di semplificazioni burocratiche per le procedure autorizzative sia per interventi di riparazione che di delocalizzazione (artt.3 e 19).

Passa anche l'emendamento proposto dal mondo imprenditoriale per accelerare e rendere più "morbide" le procedure per le verifiche e adeguamento sismico dei capannoni industriali: nelle aree dove l'accelerazione sismica del terreno è stata superiore al 70% (mappe Ingv), se l'edificio non ha riportato danni è come se fosse stato collaudato e non necessita di verifica. Per accelerazioni inferiori al 70% bisognerà fare la verifica sempre e ove necessario si procede all'adeguamento al 60% entro periodi temporali diversi a seconda del livello di sicurezza riscontrato (art.3).


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