Lavori Pubblici

Ok alla Spending review, altri tagli in vista agli investimenti degli enti locali

Giuseppe Latour

Obiettivi del Patto di stabilità da inasprire di 2,3 miliardi di euro nel 2012 e 5,2 miliardi nel 2013

La legge di conversione del secondo decreto sulla spending review (Dl 6 Luglio 2012, n. 95 ) chiude il suo percorso al Senato e si avvia all'approvazione definitiva, in programma già nei prossimi giorni (il dossier del Senato ). La Camera non porterà modifica a un testo che risulta ormai blindatissimo (gli emendamenti approvati in Senato ) e che, all'ultimo secondo, ha incamerato anche le misure inserite nel decreto sulle dismissioni del patrimonio pubblico (che punta a procedere al riordino delle partecipazioni detenute dallo Stato) . Vediamo, allora, quali sono le principali novità che porta il provvedimento al settore delle costruzioni.


Inasprimento del Patto di stabilità
Il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino ha di recente ricordato che gli enti locali (Regioni, Province e Comuni) sono titolari del 70% circa degl investimenti pubblici che si fano in Italia, ma che per effetto dei tagli ai trasferimenti e dell'inasprimento del Patto di stabilità la spesa degli enti locali per investimenti è scesa nel solo biennio 2010-2011 del 20%, mentre gli investimebnti dello Stato sono calati del 6% circa nel biennio.
Nonostante questo, il decreto sulla spending review assesta un altro pesante taglio, con inasprimenti al Patto di stabilità per complessivi 2,3 miliardi di euro già nel 2012 e 5,2 miliardi nel 2013. Tagli solo parzialmente attutiti dall'emedamento approvato settimana scorsa che stanzia 800 milioni di euro per integrare il meccanismo del patto di stabilità regionale verticale di cui alla legge 220/2010. Il contributo, in sostanza, andrà a finanziare la cessione di spazi finanziari dalle Regioni ai Comuni. Il denaro sarà attribuito alle Regioni a statuto ordinario, alla Sicilia e alla Sardegna. Proprio la Sicilia avrà lo stanziamento più consistente, con 171 milioni di euro; alla Lombardia andranno 79 milioni e al Lazio 83 milioni. Ad Abruzzo, Basilicata e Marche saranno assegnati 17 milioni, all'Umbria appena 14. Questi soldi proverranno in parte (circa 300 milioni) dal fondo per i Comuni virtuosi e in parte (500 milioni) da un fondo dell'Agenzia delle entrate usato per rimborsi e compensazioni fiscali. Secondo qualche detrattore, quindi, si tratterà solo di una partita di giro destinata a spostare risorse da una parte all'altra senza impatto reale.

Metodo Consip

Per gli acquisti di beni e servizi, quindi anche per il facility management immobiliare, viene stabilita la nullità dei contratti che non siano stati stipulati dalle pubbliche amministrazioni attraverso la Consip. Sono esclusi i contratti stipulati tramite centrali di committenza, a patto che raggiungano condizioni più favorevoli rispetto a quelle Consip. Alcune categorie, poi, sono fuori da questo sistema: si tratta di gas, energia, elettricità e telefonia, per le quali le amministrazioni potranno operare in maniera autonoma a patto di raggiungere degli importi inferiori rispetto a quelli standardizzati.
Le nuove regole fissate dal provvedimento, che nella prima stesura del decreto legge dovevano entare in vigore immediatamente, facendo decadere per nullità i contratti con importo superiore a quello derivante dall'applicazione del "metodo Consip", avranno ora - dopo gli emendamenti - un'applicazione più graduale: i contratti in essere, infatti, restano validi fino a scadenza, e i nuovi parametri si applicano ai contratti firmati a partire dalla data di pubblicazione della legge di conversione.
Presso Consip sarà poi istituito un albo delle centrali di committenza che consentirà al commissario straordinario di tenere monitorati in tempo reale gli acquisti della Pa. I piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, in alternativa al sistema descritto finora, potranno usare il mercato elettronico di acquisti della Pa.

Patrimonio pubblico
Per gli anni 2012, 2013 e 2014 viene sospeso l'aggiornamento automatico secondo i parametri Istat dei canoni di locazione dovuti dalle pubbliche amministrazioni ai privati per immobili usati a fini istituzionali. Il privato ha facoltà di recedere dal contratto. Dal 2015, poi, scatta l'obbligo di riduzione del 15% degli affitti pagati dalle amministrazioni centrali e dalle autorità indipendenti. Sarà poi ridotto lo spazio a disposizione delle amministrazioni statali da usare per gli uffici e per gli archivi.
Sarà effettuata una ricognizione degli immobili degli enti pubblici, allo scopo di vagliare la possibilità di concederli in locazione ad altre amministrazioni a canoni agevolati. L'Agenzia del demanio opererà come centrale di committenza per stipulare accordi quadro per interventi di manutenzione su beni immobili di proprietà della pubblica amministrazione. Viene esteso il regime fiscale di favore previsto per le società di investimento immobiliare quotate anche alle società di gestione e valorizzazione di immobili pubblici dell'Agenzia del demanio.

Terremoto Emilia Romagna
Sono previsti finanziamenti agevolati fino a 6 miliardi di euro per i danni a case e imprese nelle aree colpite dal terremoto in Emilia Romagna. Potranno essere richiesti utilizzando contratti tipo definiti con apposita convenzione dell'Abi e saranno assistiti dalla garanzia dello Stato. Altri 75 milioni di euro in tre anni, derivanti da risparmi del Senato, saranno usati per scuole e beni culturali.


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