Lavori Pubblici

Scontro Anisig-geologi sull'articolo 7

Al.Le.

Buzio: La situazione riguardante la Os21 è emblematica: a fronte di non più di 300-400 società che eseguono direttamente opere speciali nel sottosuolo, ne esistono circa 5000 che possiedono la categoria Soa Os21, che affollano le gare d'appalto e acquisiscono lavori che rivendono al meglio in subappalto

L'obbligo di esecuzione delle prove geotecniche in sito da parte dei laboratori autorizzati scompaiono dall'articolo 7 del Decreto Sviluppo.
Nell'ultima stesura del testo, prima della votazione in aula (il Governo aveva posto la fiducia per accelerare l'iter parlamentare), è stata eliminata, infatti, la dicitura che attribuiva al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la possibilità di autorizzare con proprio decreto altri laboratori a effettuare le indagini in sito.
«L'eliminazione del comma - afferma Mauro Buzio, presidente Anisig - è apparso come uno schiaffo alle imprese che lavorano nella geotecnica, a vantaggio esclusivo dei geologi».
Gli sviluppi legislativi in tema di qualificazione delle imprese specializzate nella categoria Soa OS21, rappresentate da Aif (Associazione Imprese Fondazioni) e Anisig, impongono una riflessione sulle possibilità di sopravvivenza delle imprese specializzate che lavorano in questo settore.

«Sembra proprio che le istituzioni e il mondo politico in genere - continua Buzio -, non considerino minimamente l'esistenza e l'importanza di un tessuto imprenditoriale composto di piccole e medie imprese fortemente strutturate in termini di personale, ma facciano del loro meglio per deprimerne lo sviluppo e le aspettative a tutto vantaggio di altri soggetti che possono essere individuati in due macro-categorie: le grandi imprese generali e le piccole imprese generali.
La situazione riguardante la Os21 è emblematica: a fronte di non più di 300-400 società che eseguono direttamente opere speciali nel sottosuolo, ne esistono circa 5000 che possiedono la categoria Soa Os21, che affollano le gare d'appalto e acquisiscono lavori che rivendono al meglio in subappalto e che con le fatture rimpinguano il loro certificato Soa.
In questo ultimo periodo, poi, il ritornello ricorrente addotto a scusa per non cambiare nulla è che c'è la crisi, oppure che l'Europa ci impone la trasparenza e la liberalizzazione del mercato.
Peccato che in Italia la selezione delle imprese a livello di qualificazione si esaurisca, nella quasi totalità dei casi, nella fase di acquisizione dei lavori: durante la fase di esecuzione i controlli svaniscono e tutto si risolve sempre in qualche modo, magari con costi enormi, qualità scadente, sicurezza inesistente: ma l'importante è che ci siano tutti i documenti cartacei a posto.
Emblematici a livello di provvedimenti legislativi adottati sono, a parte il ridicolo e continuo rinvio dell'entrata in vigore del nuovo regolamento al Codice dei Contratti, per esempio i contenuti tecnici alla base del rinnovo delle categorie Soa variate, che prevedono praticamente la possibilità di riutilizzare i vecchi certificati, oppure la scandalosa vicenda legata all'obbligo di patentino di abilitazione all'uso di macchine complesse, come elemento obbligatorio in origine per la concessione delle categorie Soa e che probabilmente verrà invece ridotto a documento necessario per la sola esecuzione di opere speciali».

Per Buzio «la Os21 però non è solo opere speciali ma è anche geotecnica e prove in sito e in questo settore anche Anisig si è battuta fortemente per ottenere dispositivi legislativi qualificanti che consentano, tra l'altro, di impedire l'accesso al mercato a quelle realtà che non possiedono i giusti requisiti di qualificazione: a tal proposito con il nuovo regolamento è stata riservata una categoria Soa (la Os20b) esclusiva per gli esecutori di indagini e prove in sito e, inoltre, è stato introdotto, con l'avvento delle Nuove norme tecniche sulle costruzioni, un dispositivo di autorizzazione all'esecuzione di prove in sito con decreto rilasciato dal ministero Infrastrutture Trasporti su parere del Consiglio superiore lavori pubblici sulla base di un allegato tecnico specifico.
Ovviamente tale dispositivo ha suscitato l'ira di tutti quei soggetti che non hanno voglia e interesse a strutturarsi adeguatamente, ma che ritengono assai più agevole acquisire commesse con il solo possesso della attestazione Soa rivendendole al migliore offerente oppure di altri soggetti che hanno sempre eseguito, al di fuori, senza ogni controllo sia in termini di qualità sia di sicurezza, alcune particolari prove in sito.
Tutti questi soggetti hanno sorprendentemente trovato uno strenuo difensore nell'ambito della categoria professionale dei geologi, che tra l'altro, in gran numero costituiscono il gruppo dirigente delle imprese specializzate».


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