Lavori Pubblici

Il ministro Catania presenta il Ddl anti-cemento

Per frenare un'avanzata che in Italia «mangia» 100 ettari al giorno di terreno agricolo produttivo, è in arrivo un ddl anti-cemento. A presentarlo è il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, riscuotendo una valanga di approvazione e sostegno, a cominciare da Carlin Petrini, presidente di Slow Food, che ha dato il suo contributo a stilare il provvedimento (Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo) e che dice: «un tema importante, Monti sia sensibile». Impressionanti i numeri della vittoria del mattone mangia-verde contenuti in un dossier: in 40 anni la superficie agricola utilizzata (Sau) è diminuita del 28%, un'area di 5 milioni di ettari pari a Lombardia, Liguria, Emilia messe insieme.

Dagli anni 50 ad oggi il mattone ha ricoperto un'area agricola pari all'intera Calabria, con un grado di cementificazione (6,7%) più alto degli altri Paesi Ue più popolosi. Ma in pianura Padana tale percentuale schizza al 16,4%, lievita al 54% a Monza e Brianza, tocca il 43% a Napoli, il 37% a Milano, il 29% a Varese. La Commissione agricoltura della Camera assicura un iter spedito al provvedimento che raccoglie il plauso di Coldiretti, Cia, Confagri, e anche delle Pmi dell'edilizia
concordi nel ritenere che la crescita passa per «il riuso e la riqualificazione». Invece di alzare capannoni nuovi, meglio riutilizzare i vecchi. «Per ora ho raccolto consenso da altri ministri ma non mi illudo - dice Catania - in fase di iter mi aspetto forti resistenze trasversali».
Nel Ddl è previsto un tetto alla superficie edificabile, lo stop al cambio di destinazione dei terreni (pena sanzione fino a 50mila euro), previsti dal ddl, «ma la ciccia vera è l'abrogazione della norma che permette ai Comuni di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione», evidenzia Petrini.


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