Lavori Pubblici

Lo sportello unico edilizia apre a tutte le amministrazioni

Giuseppe Latour e Giorgio Santilli

Rientrano nel perimetro di competenza le amministrazioni fino a oggi escluse: dagli uffici tecnici della Regione alla Difesa, dalle dogane al demanio marittimo, dalle tutele dei beni culturali e paesaggistiche alle autorità competenti sui vincoli idrogeologici.

Contiene una norma di forte impatto, che potrebbe cambiare la velocità di marcia di un pezzo dell'economia italiana, l'emendamento al decreto sviluppo che rafforza lo sportello unico per l'edilizia e la conferenza di servizi connessa, attribuendogli competenze non solo istruttorie, ma anche decisorie.

In sostanza, l'emendamento - messo a punto con una lunga riunione notturna fra Funzione pubblica e Infrastrutture con il consenso di Regioni, enti locali e parti sociali - fa rientrare nel perimetro di competenza dello sportello unico pareri di amministrazioni fino a oggi escluse: dagli uffici tecnici della Regione alla Difesa, dalle dogane al demanio marittimo, dalle tutele dei beni culturali e paesaggistiche alle autorità competenti sui vincoli idrogeologici.
Nel testo unico per l'edilizia finora erano ricompresi nell'attività dello sportello unico solo i pareri delle Asl e dei vigili del fuoco. L'emendamento prevede inoltre che lo sportello unico per l'edilizia «costituisce l'unico punto di accesso per il privato interessato in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti il titolo abilitativo e l'intervento edilizio oggetto dello stesso che fornisce una risposta tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte». Tra queste sono ricomprese le amministrazioni «preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità».

Ieri, intanto, il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, ha rilanciato in un seminario organizzato dall'Ance il tema del «project bond italiano», il cui decollo è garantito dalle recenti innovazioni introdotte nel decreto sviluppo. Ciaccia ha confermato che entro fine mese sarà emanato il decreto Economia-Infrastrutture che regola le garanzie prestate sui bond e i soggetti che possono prestare queste garanzie. Il viceministro ha anche ipotizzato un super project bond emesso congiuntamente da più società di progetto, «non solo al fine di trarre beneficio dalle condizioni finanziarie più favorevoli derivanti dal merito di credito complessivo, ma spinti anche dal forte grado di appetibilità del progetto integrato».

Un ruolo importante nell'avvio dei project bond in Italia sembra destinato ad averlo Cassa Depositi e prestiti. Lo ha spiegato Matteo Del Fante, direttore generale di Cdp: «Siamo pronti a valutare – ha detto al convegno Ance - la sottoscrizione di una parte importante di titoli nella prima emissione di project bond made in Italy, ferma restando ovviamente la valutazione sulla bontà del progetto». Cassa depositi valuta anche l'ipotesi di lanciare emissioni di project bond dove già è in pista per il finanziamento di infrastrutture.


© RIPRODUZIONE RISERVATA