Lavori Pubblici

False partite Iva, si ammorbidisce la stretta sui lavoratori autonomi

G.La.

I requisiti relativi ai livelli minimi di reddito e al periodo di lavoro presso un committente unico dovranno essere valutati su base biennale e non più su un solo anno, come originariamente prevedeva la riforma varata a fine giugno e proposta dal ministro del Welfare Elsa Fornero

Cambiano ancora le regole sulle false partite Iva. Le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, impegnate nella conversione del decreto sviluppo, hanno approvato ieri diverse modifiche alla riforma del Lavoro, appena entrata in vigore. Tra queste, compare anche una piccola manutenzione delle norme pensate per smascherare i falsi autonomi.

Secondo l'emendamento, che va a rivedere l'articolo 46 del decreto, i requisiti relativi ai livelli minimi di reddito e al periodo di lavoro presso un committente unico dovranno essere valutati su base biennale e non più su un solo anno, come originariamente prevedeva la riforma varata a fine giugno e proposta dal ministro del Welfare Elsa Fornero.

Alla luce di questa novità, i titolari di partita Iva saranno considerati collaboratori coordinati e continuativi, salvo prova contraria del datore di lavoro, se si verificano almeno due di queste tre condizioni: collaborazione che dura almeno otto mesi nell'arco di un anno per almeno due anni consecutivi; reddito che per almeno l'80% arriva da un solo committente per almeno due anni consecutivi; postazione fissa di lavoro presso la sede del committente.

Nessun cambiamento anche sulle condizioni che non fanno scattare l'obbligo di assunzione. Sono esclusi i titolari di partita Iva che svolgono prestazioni caratterizzate da competenze tecniche di grado elevato, quelli che hanno un reddito da lavoro autonomo superiore ai 18mila euro all'anno e quelli che svolgono prestazioni riferibili ad attività per le quali è richiesta l'iscrizione ad un ordine professionale. Si tratta, in sostanza, di norme che non si applicano al mondo dei progettisti ma che potrebbero trovare un utilizzo diffuso per i molti falsi autonomi che popolano i cantieri italiani.


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