Lavori Pubblici

Risolvere in fretta il nodo dei requisiti Og11: le imprese hanno bisogno di programmare

Ivan Laterza

L'impegno del Parlamento a emanare delle norme semplificate per la riemissione dei certificati di esecuzione lavori concernenti le categorie variate è stato rispettato ed ha trovato esito.

Ripercorriamo sinteticamente il tortuoso iter. Con una sofferta gestazione, il Governo aveva emanato il Decreto Legge n.73 del 6 giugno scorso, collegato in qualche maniera al decreto Sviluppo, con il quale, senza entrare nel merito, e quindi offrire delle soluzioni, alle problematiche sulla qualificazione delle imprese emerse nel primo anno di applicazione del nuovo Regolamento (Dpr 207/2010), aveva prorogato il termine del periodo transitorio di ulteriori 180 giorni. Nel citato decreto era specificato che, nel nuovo periodo di proroga concessa, si sarebbero dovute emanare disposizioni sulla riemissione semplificata dei certificati lavori (Cel).

Ecco quindi che già in sede di conversione il Parlamento ha approvato un testo che risponde alle esigenze di semplificazione, lasciando tuttavia ancora irrisolti qualche dubbio e incertezza.
Innanzi tutto va detto che la Commissione non avrebbe potuto, e pare voluto, in sede di conversione, entrare nel merito della questione più spinosa relativa alle nuove ipotizzate percentuali delle categorie specialistiche che compongono l'OG11, la cui soluzione vien dunque rimandata, si spera, all'apertura dei lavori dopo la sospensione estiva.

Esaminiamo quindi nel dettaglio le novità. Le modifiche introdotte all'articolo 357 del Regolamento (norme transitorie) regolarizzano definitivamente la posizione di tutti gli operatori economici che diligentemente si erano premurati di procedere alla nuova attestazione secondo il Dpr 207 entro il termine dell'8 di giugno e che si trovavano "scoperti" nella partecipazione alle gare nel periodo transitorio "allungato" di ulteriori 180 giorni dal decreto legge. Per inciso va detto che nulla è stato invece fatto, pur se più volte richiesto, a proposito della continuità, in termini di validità delle categorie variate, anche per le cessionarie/conferitarie di rami d'azienda a seguito di operazioni societarie straordinarie.

Per le categorie variate, dunque, il provvedimento regola con criteri di semplificazione l'emissione delle certificazioni. Con una serie di automatismi convenzionali sull'utilizzo dei vecchi Cel si riuscirà, di fatto, a convertire le vecchie categorie con le nuove senza particolari sforzi e la riemissione sarà solo necessaria per l'attribuzione dei Cel per le categorie che nella successione tra vecchie e nuove declaratorie coprivano percentuali molto inferiori alla lavorazione principale.

Un esempio per tutti: I vecchi certificati in Os18 potranno essere utilizzati nella certificazione della nuova OS18-A mentre i lavori in Os18-B richiederanno riemissione da parte della Stazione appaltante.

Importante invece è la semplificazione sull'Og11 per la quale sarà possibile attribuire ai certificati emessi in vigenza del 34/2000, uno splittaggio convenzionale dell'importo dei lavori eseguiti per il calcolo del requisito minimo - che rimane invariato al 40% in Os3, 70% in Os 28 e 70% in Os 30 - delle categorie specialistiche che la compongono: 20% in Os3, 40% in Os 28 e 40% in Os 30. E questo sarà possibile sempre che non sia già stato riemesso il relativo Cel nel formato B1 e che non potrà sfruttare il valore convenzionale.

Quanto sopra sarà di aiuto nella qualificazione per due motivi, oltre l'evitata riemissione. Da un lato la previsione convenzionale di tutte e tre le specialistiche (non sempre i lavori alla base della vecchia Og 11 erano composti di tutte e tre le lavorazioni) e dall'altro per la sopravvalutata componente Os 3 (difficilmente uno splittaggio reale arriva la 20% nell'attribuzione agli impianti idrici rispetto alla sommatoria delle altre due tipologie). Di tale aiuto non potrà giovarsi chi diligentemente ha fatto riemettere il Cel e che per questo non potrà usufruire del beneficio della scelta. E questo induce a una riflessione sulla coerenza di un doppio regime di qualificazione, di chi cioè ha utilizzato i Cel riemessi in conformità a percentuali effettive di lavorazioni e chi usufruisce delle attribuzioni convenzionali.

Qual è il problema di fatto irrisolto? L'Og 11, come noto, richiedeva, e richiede, un ripensamento riguardo alle percentuali delle specialistiche da dimostrare per la nuova qualificazione come prevista dal nuovo Regolamento per il quale occorre la dimostrazione di un monte lavori del 180%, con le rispettive punte, rispetto al 100% della classifica che si vorrebbe ottenere. Nella prima applicazione del regolamento e le associazioni di categorie delle imprese avevano evidenziato le difficoltà di mantenere le qualifiche esistenti. Nei testi che il Ministero aveva inizialmente proposto nel decreto di proroga, infatti, era presente la modifica di tali percentuali che risolveva nel merito il problema e dava implicitamente un aiuto alla soluzione del problema della riemissione.

Quest'argomento, giustamente, non è stato trattato in sede di conversione del decreto, ma rimane la vera importante urgenza da affrontare stante il rilievo delle lavorazioni impiantistiche in tutte le costruzioni edili e infrastrutturali in genere. Orbene sappiamo che il mercato e le imprese hanno una priorità necessità specie in un momento di crisi: non navigare a vista e programmare per tempo. Intendiamo con questo dire che la semplificazione convenzionale risolve solo un problema burocratico (peraltro di competenza delle stazioni appaltanti e non certo degli operatori economici se non per gli effetti indotti dall'incapacità di soluzione da parte delle amministrazioni) ma le imprese, stando così le cose, devono prepararsi a dimostrare i requisiti più alti per la scadenza del prossimo dicembre. Oppure, tenendo in conto delle promesse fatte a tutti i livelli riguardo al riesame della norma regolamentare sulla riduzione delle percentuali, contare su requisiti più bassi, e quindi qualificazioni più alte, che potrebbero consentire un accesso a una diversa fascia di gare e lavori. In sostanza a quale mercato di riferimento proporsi dal prossimo anno? Infatti, il mantenimento delle percentuali del vigente Dpr 207 (ricordiamo 40% in Os3, 70% in Os 28 e 70% in Os 30) abbasserebbe il livello di classifica in maniera sensibile (oltre la metà in generale). Sapere in anticipo cosa fare è un aspetto strategico che non può essere lasciato alle solite decisioni dell'ultimo momento. A questo aggiungiamo l'incertezza sul principio dell'«assorbenza», in altre parole sulla possibilità di poter partecipare a gare nelle tre singole specialistiche con classifica pari alla qualificazione raggiunta in Og 11. Criterio che, con l'eventuale abbassamento delle percentuali, era messo in discussione. E quindi prudenzialmente potrebbe ritornare la necessità di riacquisizione delle qualificazioni più alte nelle categorie specialistiche Os 3, Os 28 e Os 30.

Insomma con la speranza che il periodo transitorio, superficialmente affrontato nella stesura del Dpr 207/2010, possa definitivamente terminare con tale ultima proroga, gli operatori del settore si augurano che, se dovessero intervenire modifiche ad alcuni articoli del Titolo III del Regolamento, queste possano trovare a breve una rapida emanazione in modo da non prolungare il senso d'incertezza che ormai da un anno e mezzo avvolge la qualificazione in tale categoria e l'intero mercato di riferimento. Alla difficilissima crisi che affligge il comparto delle costruzioni, non si può aggiungere anche questo!


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