Lavori Pubblici

Piano città, già 40 progetti: Milano candida l'area di Porto di Mare

Mauro Salerno

Pisapia pronto ad avanzare una proposta di riqualificazione dell'area un tempo destinata a ospitare la Cittadella della giustizia. Roma punta su Pietralata. Buzzetti: subito i provvedimenti attuativi, passiamo ai fatti.

Passare subito ai fatti. È la richiesta del presidente dell'Ance Paolo Buzzetti sul piano città. Con un appunto alle Regioni: evitare le barricate a suo tempo alzate contro il Piano casa. E uno al Governo: passare subito ai provvedimenti attuativi in modo da ragionare sui progetti. Tenendo conto di due priorità. La prima è l'intervento sulle scuole, magari integrando il piano città con il programma attivato dal ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. Con l'obiettivo di svecchiare un patrimonio obsoleto, visto che che secondo i dati forniti dallo stesso ministero il 76% dei 64 milioni di metri quadri di edilizia scolastica italiana sono stati costruiti prima del 1980 e non vanno oltre la classe energetica G. Insomma, dei veri e propri edifici colabrodo dal punto di vista energetico. La secondo priorità riguarda invece la casa «con la riattivazione di un'offerta di abitazioni, prevalentemente in locazione, a favore di coloro che non sono in grado di accedere al libero mercato». Non poco, almeno a stare ai dati del rapporto Nomisma, presentato proprio oggi a Bologna su un mercato immobiliare in profonda sofferenza (clicca qui per i dettagli ).

Nel frattempo i Comuni non sono stati a guardare. Anzi. la corsa ai finanziamenti previsti dal piano città (224 milioni già pronti) per la riqualificazione urbana è in pieno svolgimento. Sono almeno 40 le proposte già avanzate alla cabina di regia istituita presso il ministero delle Infrastrutture per valutare i progetti.

La novità, non ancora ufficiale, ma praticamente certa arriva da Milano. L'area con cui la metropoli meneghina si candiderà ai finanziamenti statali è già stata scelta: si tratta del cosiddetto «Porto di Mare». Ambito a Sudest della città da oltre un milione di mq in parte di proprietà pubblica che aspetta una riqualificazione da tempo e che addirittura durante la prima giunta Albertini era stata candidata a ospitare il Villaggio dello Sport a sostegno della candidatura di Milano alle Olimpiadi poi vinte da Londra. Sfumata questa possibilità, l'area era stata destinata a ospitare la Cittadella della giustizia. Ora si ripartirebbe con un nuovo progetto, puntando a sfruttare i fondi del piano città.

Oltre a Milano tra le grandi città si sono candidate Roma, con la riqualificazione dell'area di Pietralata. Un refrain che dura dai tempi del famigerato Sdo, il sistema direzionale orientale che avrebbe dovuto permettere la «decentralizzazione» dei ministeri. Genova punta a ridisegnare il quartiere popolare di Legaccio-San Teodoro (con un investimento da 150 milioni) e i due ambiti di Valpolcevera con l'area del Ponente (270 milioni) e Valbisagno (450 milioni).

In campo anche Verona con due quartieri ex Iacp e con il recupero dell'ex arsenale austriaco. La Spezia con un un maxi-progetto da 250 milioni per la nuova area mercantile con social housing e hotel. Mentre Bari ha candidato il quartiere San Girolamo, Caserta chiede un contributo di 16,5 milioni per quattro opere infrastrutturali. Infine il piccolo comune salernitano di Scafati punta sulla riqualificazione dell'ex manifattura Tabacchi per realizzare, addirittura, un urban center.


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