Lavori Pubblici

L'Aquila: contributi al 100% anche per le seconde case in centro storico. L'emergenza finisce il 31 agosto

Giuseppe Latour

Emendamento del Governo al decreto sviluppo. Rimborso ad hoc per le abitazioni del centro storico dell'Aquila. copertura totale dei costi di ricostruzione anche per le abitazioni private diverse da quelle principali. La fase di emergenza si chiude il 31 agosto

L'emergenza si chiude il 31 agosto. Il governo ha presentato un emendamento alla legge di conversione del decreto sviluppo (Dl 83/2012), attualmente in discussione presso le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, con il quale stabilisce che, a partire dal prossimo settembre, finisce la fase straordinaria degli interventi nelle aree terremotate in Abruzzo e comincia quella ordinaria, affidata alle istituzioni locali.

Tra le righe, poi, compare una novità decisiva in materia di ricostruzione. A favore delle abitazioni private del centro storico dell'Aquila viene istituito un rimborso totale degli interventi di recupero, anche per quelle che non sono abitazione principale. I proprietari potranno vedersi riconoscere i costi, comprensivi di Iva, sostenuti per strutture, parti esterne, parti comuni, oltre agli oneri di progettazione e di assistenza professionale.

LA FINE DELL'EMERGENZA
Lo stato di emergenza, evidentemente, durava da troppo: era stato prorogato già due volte con decreti del dicembre 2010 e del dicembre 2011. Il governo Monti, adesso, ha scelto una strada di discontinuità rispetto al passato, come dimostra anche la riforma della Protezione civile appena approvata, che circoscrive di molto il raggio d'azione del dipartimento di Palazzo Chigi.

Secondo l'emendamento, con agosto si chiude l'emergenza, mentre il commissario delegato per la ricostruzione, il governatore Gianni Chiodi, potrà operare fino al prossimo 15 settembre, ma solo per facilitare il passaggio di consegne. In quella data consegnerà una relazione al presidente del Consiglio dei ministri sullo stato degli interventi realizzati: a quel punto il suo lavoro potrà dichiararsi definitivamente concluso. Entro il 30 settembre 2012 il denaro rimasto nella contabilità speciale del commissario sarà versato a Comuni e Province delle aree colpite.
A partire dal 16 settembre 2012 comincerà la fase ordinaria vera e propria. E le competenze saranno di nuovo ripartite secondo le regole fissate dalla Costituzione: Regione, Comuni e Province, quindi, saranno di nuovo in prima linea. Resteranno, però, in piedi gli uffici speciali già costituiti. Per consentire la gestione delle operazioni, partirà un piano di assunzioni. L'Aquila e i Comuni del cratere potranno assumere, tramite concorso, 200 persone, mentre altre cento potranno essere divise tra Regione, Provincia e uffici speciali.

I CRITERI PER LA RICOSTRUZIONE
Un articolo ad hoc è dedicato ai criteri della ricostruzione. Sarà prioritario «il rientro della popolazione nelle abitazioni attraverso la ricostruzione e il recupero, con miglioramento sismico, di edifici pubblici o di uso pubblci, con priorità per gli edifici strategici, e degli edifici privati residenziali». Allo stesso modo, si punta alla «promozione e riqualificazione dell'abitato», attraverso l'uso di materiali moderni, di soluzioni architettoniche «in fase di modifica degli spazi interni degli edifici», e all'ampliamento degli spazi pubblici nei centri storici. Questi principi saranno attuati attraverso interventi di privati, programmi integrati tra pubblico e privato, delega da parte dei proprietari ai Comuni.

Un beneficio particolare, come detto, verrà garantito ai proprietari di immobili nel centro storico dell'Aquila. Questi avranno diritto al rimborso totale, comprensivo dell'Iva versata, del costo degli interventi sulle strutture, sugli elementi architettonici esterni, sulle parti comuni e della progettazione e assistenza tecnica. Il rimborso, come detto, riguarda anche «le unità immobiliari private diverse da qualle adibite ad abitazione principale», quindi anche le seconde case, che invece negli altri casi possono godere di una copertura massima dell'80% dei costi fino a un massimo di 80mila euro. Per assicurare la massima trasparenza, sarà istituito un elenco degli operatori economici interessati all'esecuzione degli interventi di ricostruzione.


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