Lavori Pubblici

Iter più veloci e premi di cubatura per gli stadi: primo sì alla nuova legge

Mau.S.

Il testo approvato in sede legislativa dalla commissione Cultura della Camera ora passa al Senato. Prevista l'accelerazione delle procedure urbanistiche e bonus volumetrici per far quadrare i conti delle trasformazioni

Giro di boa per la legge sugli stadi. La Commissione Cultura della Camera ha approvato in sede legislativa, all'unanimità, il testo che punta ada agevolare la costruzione di nuovi impianti, anche attraverso la ristrutturazione e la trasformazione degli impianti esistenti in complessi sportivi multifunzione.

I CONTENUTI
L'iter potrà partire dall'individuazione di un'area attraverso uno studio di fattibilità presentato da privati o da un Comune. Lo studio dovrà essere valutato entro 90 giorni. L'ok fa scattare la richiesta di un progetto definitivo da valutare in Conferenza di servizi, da convocare entro altri 90 giorni. A sua volta la conferenza dovrà concludersi in sei mesi, con un verbale valido come permesso di costruire. Qualora il progetto comporti variazione degli strumenti urbanistici comunali, l'adesione dell'autorità comunale competente deve essere ratificata entro 120 giorni dalla richiesta. Se la zona individuata è di proprietà del Comune, si potrà anche prevederne la cessione - o l'assegnazione del diritto di superficie - al soggetto proponente, con assegnazione diretta, sulla base di una stima dell'Agenzia del Territorio.

Le ristrutturazioni non saranno più possibili con semplice Dia, come era previsto nel testo originario, ma i Comuni potranno concedere premi di cubatura per garantire l'equilibrio della gestione. Il nuovo testo reintroduce i vincoli per lavori riguardanti aree anche in parte sottoposte a vincoli storici e paesaggistici, che potranno essere eseguiti solo dopo il placet dell'amministrazione competente.

LE REAZIONI
Per il ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, «questo importantissimo provvedimento consentirà di avviare a realizzazione nuovi impianti sia per il calcio che per altri sport, senza che ciò produca alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica». Eppure la norma pur approvata dalla commissione all'unanimità non ha mancato di scatenare polemiche, soprattutto in seno al Partito democratico.

Tra i favorevoli c'é Giovanni Lolli per il quale la legge avvicina l'Italia agli standard europei ed ha il pregio di tenere conto di tutti i vincoli ambientali e architettonici. Proprio questo rispetto delle regole é, invece, il vulnus che un altro democratico, il deputato ed ex assessore all'urbanistica di Roma, vede nella legge: «La legge - spiega Morassut - fu a suo tempo inviata inspiegabilmente alla Commissione Sport e Cultura come commissione di merito quando, per i suoi contenuti totalmente inerenti la materia urbanistica, degli appalti, dei lavori pubblici e dell'ambiente, avrebbe dovuto essere esaminata dalla Commissione territorio e ambiente. Il provvedimento apre la strada a modalità di interventi di ristrutturazione degli impianti che produrranno nuove pesanti edificazioni nelle aree urbane con consistenti ulteriori consumi di suolo libero. L'intero costo degli interventi sarà pagato attraverso concessioni edificatorie aggiuntive ed espansive».


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