Lavori Pubblici

Tirocinio obbligatorio, collegi disciplinari: Palazzo Spada «affonda» la riforma delle professioni - Il parere

Giuseppe Latour

Il Consiglio di Stato colpisce e affonda il Dpr di riforma delle professioni. Il parere di venti pagine appena reso pubblico da Palazzo Spada (clicca qui ) - dopo sulle nuove «tariffe» (clicca qui ) e le nuove società professionali (clicca qui ) - è una vittoria per i progettisti, che vedono riconosciute le loro ragioni su tutte le questioni che avevano sollevato al ministero della Giustizia, dopo il varo del decreto. Ma è anche una sconfitta per via Arenula: i tecnici del Guardasigilli si vedranno costretti a modificare lunghi passaggi del Dpr, a partire dai tirocini per arrivare ai collegi disciplinari (scarica qui il testo del la bozza di decreto ).

Palazzo Spada, in apertura, approva l'idea di un Dpr unico. «La scelta dell'amministrazione di procedere all'emanazione di un unico regolamento riguardante tutte le professioni regolamentate è condivisa da questa sezione». Questo perché i principi di liberalizzazione sono stati dettati in maniera indifferenziata per tutte le professioni.

Nel capitolo che riguarda i tirocini, però, i giudici dichiarano la fondatezza dei dubbi avanzati dalle professioni dell'area tecnica. Anzitutto, secondo il parere va precisato che la durata di diciotto mesi è quella «massima», altrimenti si potrebbe equivocare la formulazione del decreto interpretando tale durata come quella minima. Ma soprattutto, bisogna rivedere la parte nella quale il tirocinio è previsto come obbligatorio, «in quanto in non tutte le professioni regolamentate vi è attualmente l'obbligatorietà del tirocinio ai fini dell'accesso all'esercizio della professione». In pratica, ragionano i giudici, il decreto liberalizzazioni punta semplicemente a rendere più rapido l'accesso alla professione. E, in questa chiave, non è corretto prevedere obblighi, quanto piuttosto è «preferibile lasciare agli ordinamenti delle singole professioni regolamentate la decisione della necessità e della durata del tirocinio». Insomma, il Dpr dovrebbe fissare il limite massimo e poco altro.

Ancora, l'obbligo di frequentare un corso di formazione oltre al tirocinio, per Palazzo Spada «sembra irrigidire notevolmente le modalità di svolgimento del tirocinio». Meglio che questa sia una facoltà, alternativa allo svolgimento della pratica.

Anche sui collegi disciplinari le professioni tecniche incassano una vittoria. «Appare non ragionevole – recita il parere – affidare le funzioni disciplinari per i consigli nazionali privi di natura giurisdizionale ai primi dei non eletti alla carica di consigliere nazionale». Questa regola, infatti, attribuisce funzioni delicate a soggetti che non sono stati giudicati rappresentativi dagli iscritti all'ordine. E, per questo, va modificata.

Infine, il Consiglio di Stato bacchetta il ministero della Giustizia anche nella parte in cui tenta di modificare con un Dpr il procedimento disciplinare di quelle professioni per le quali la Costituzione prevede l'obbligo di intervenire con legge ordinaria: si tratta di architetti, ingegneri e geometri, tra gli altri. Per loro un provvedimento con le caratteristiche di un regolamento non ha valore.


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