Lavori Pubblici

Certificati lavori, salve anche le imprese specializzate negli impianti

Giuseppe Latour

Primo sì del Senato al decreto di proroga del regolamento appalti (Dl 73/2012). Anche la categoria Og 11 inclusa nel meccanismo di conversione automatica, ma resta il nodo dei requisiti

La conversione automatica dei certificati lavori prende finalmente forma. Il Senato ha approvato in prima lettura la legge di conversione del decreto di proroga del regolamento appalti (Dl 73/2012) e ha così sciolto uno dei tanti nodi, quello della riemissione dei certificati, che il Dpr 207/2010 si porta dietro da mesi. A sorpresa, però, è arrivato un cambiamento rispetto al primo testo proposto in commissione: adesso il nuovo meccanismo copre anche la Og11, all'inizio non contemplata da Palazzo Madama.

La commissione Lavori pubblici del Senato aveva cominciato due settimane fa a lavorare su un emendamento, proposto dal relatore Cosimo Gallo (Pdl), che prevedeva per la qualificazione nelle categorie «variate» l'utilizzo dei certificati lavori emessi ai sensi del vecchio regolamento. Una soluzione in grado di sgravare imprese e stazioni appaltanti dai rispettivi oneri. Restava in piedi solo la possibilità di una riemissione selettiva, fatta su richiesta dell'impresa interessata. Questo primo testo non comprendeva, però, la Og11. Una mancanza non da poco, visto che la gran parte dei circa 25mila certificati colpiti dal cambiamento andava riemessa proprio per gli impianti tecnologici.

Nei giorni successivi al deposito dell'emendamento si è così scatenato un pressing da parte di alcune associazioni di categoria. «Alla fine – spiega Gallo – abbiamo deciso di ricomprendere anche la Og11 nel meccanismo approvato poi a gran velocità dal Senato. Ci sembrava che fosse una soluzione più completa». Secondo la nuova regola, allora, i certificati lavori emessi ai sensi del vecchio regolamento possono essere utilizzati per le nuove attestazioni attribuendo, in via convenzionale, una ripartizione del 40-40-20 per cento, rispettivamente tra Os30, Os28 e Os3.
Una soluzione, già ipotizzata nel recente passato in diverse altre occasioni, che piace abbastanza alle Soa. «Ci va bene, è sicuramente più coerente rispetto alla prima versione dell'emendamento – spiega Rosario Parasiliti, vicepresidente Unionsoa –, anche se appare strano che l'elevazione della tolleranza al 50% in occasione della revisione triennale sia limitata al 2012 e non rimanga in vigore fino al 2013. Dobbiamo far notare però che in questi mesi abbiamo impiegato enormi risorse per ottenere da parte degli enti appaltanti la riemissione in B1 dei certificati lavori di tutte le categorie variate e, adesso, scopriamo che la gran parte di tale attività andrà perduta».

Ci sono, poi, diverse questioni aperte che la legge di conversione del decreto non ha affrontato. A partire dal destino delle imprese che si sono riattestate secondo il nuovo regolamento: queste restano fuori dal mercato finché rimane in piedi la proroga, nonostante l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici si stia spendendo con il Governo per offrire loro una soluzione. Ma resta in piedi anche la questione del tetto del 180% per la Og11. Il pressing delle associazioni di impiantisti, al momento, nulla ha potuto per modificare le regole di attestazione relative agli impianti specialistici, diverse e più dure rispetto a quelle previste per tutte le altre categorie. Tutte questioni, in ogni caso, ben note alla politica e sul piatto del dibattito. «Continuiamo a lavorare – prosegue Gallo – nelle prossime settimane ci saranno altre modifiche con provvedimenti del Governo e nei passaggi parlamentari». Il cantiere del regolamento, insomma, resta in pieno fermento


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