Lavori Pubblici

Pronto il bando-tipo: ecco la guida dell'Autorità per stazioni appaltanti e imprese

Giuseppe Latour

La bozza di determinazione con le indicazioni per la redazione dei bandi di gara inviata alle associazioni di categoria per l'ultima consultazione si concentra sulla definizione esatta delle cause di esclusione dalle gare

Il perimetro delle cause di esclusione dalle gare pubbliche trova una definizione esatta. È questo lo scopo del bando tipo quadro dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che «Edilizia e Territorio» è in grado di anticipare (clicca qui per scaricare lo schema di determinazione ). Il documento, ormai quasi definitivo, dagli uffici di via di Ripetta è appena stato inviato alle associazioni di imprese per la fase di consultazione. E, in una cinquantina di pagine, definisce i limiti entro i quali potranno lavorare le Pa nel prossimo futuro.

La determinazione in questione parte da lontano. Il decreto sviluppo (Dl n. 70/2011) ha modificato il Codice appalti, introducendo la regola per la quale «i bandi sono predisposti dalle stazioni appaltanti sulla base di modelli approvati dall'Autorità». Per applicare questa regola l'Avcp sta lavorando da tempo a un bando tipo quadro che si concentra soprattutto sulle cause di esclusione tassative, di cui all'articolo 46, comma 1 bis del Codice, e che servirà da base per elaborare i successivi bandi tipo specifici. In pratica, si fissano i confini del recinto entro il quale si dovranno muovere d'ora in poi le pubbliche amministrazioni.

Facendo riferimento proprio all'articolo 46, la determinazione dell'Authority individua tre tipologie di cause di esclusione tassativa: gli adempimenti previsti da Codice e regolamento, la carenza di elementi essenziali dell'offerta, le irregolarità concernenti gli adempimenti formali di partecipazione alla gara.

Nella prima categoria rientrano tutte le cause di esclusione per le quali c'è una copertura normativa vigente. In particolare, il bando tipo quadro ne individua sette: il possesso di requisiti generali e speciali di partecipazione, i termini per la presentazione delle offerte, le prescrizioni relative alla partecipazione congiunta alle procedure, il mancato adempimento alla richiesta di chiarimenti, le disposizioni in materia di presentazione delle offerte, il mancato versamento del contributo all'Autorità.

A queste se ne aggiungono altre, come quella fissata dall'articolo 90 comma 8 del Codice appalti, in tema di incompatibilità tra il ruolo di progettista e quello di appaltatore, l'articolo 56 del Regolamento, sulla responsabilità del soggetto incaricato della verifica della progettazione, l'articolo 111, sull'offerta congiunta all'acquisizione di immobili.

In materia di offerta, invece, si stabilisce che le domande devono essere anzitutto «debitamente sottoscritte da parte del titolare dell'impresa o del legale rappresentante». Va, poi, inserita a pena di esclusione l'accettazione delle condizioni contrattuali contenute nella documentazione di gara. Ancora, non sono ammissibili le offerte condizionate, plurime e in aumento. Infine, bisogna far riferimento alle norme in materia di cauzione e all'obbligo di effettuazione del sopralluogo.

Come terzo e ultimo punto l'Autorità guarda agli adempimenti formali di partecipazione alla gara. Ci si concentra sul momento della presentazione dell'offerta: le irregolarità a questa collegate comportano in via generale esclusione. Con qualche significativa eccezione. Ad esempio, non comportano esclusione la mancata o erronea indicazione della gara nelle buste interne, se questa è presente nel plico generale, e la mancata indicazione del riferimento alla gara su uno o più documenti componenti l'offerta.

Ultimo punto, le dichiarazioni sostitutive: queste vanno «debitamente sottoscritte» per essere valide. L'utilizzo di moduli predisposti dalle stazioni appaltanti, invece, non può essere imposto a pena di esclusione. Queste cause di esclusione, comunque, non sono le uniche. Le stazioni appaltanti possono prevederne altre, «previa adeguata e specifica motivazione con riferimento a disposizioni di leggi vigenti».

Il bando tipo quadro, appena analizzato, non è però definitivo. Questa versione dovrà essere sottoposta all'analisi delle imprese, che potranno muovere osservazioni all'Autorità. Via di Ripetta, che fino a qualche settimana fa puntava a portare a casa la versione definitiva entro luglio, sta rivedendo i piani: più probabile che si scavalli l'estate e si finisca così almeno a settembre. Solo dopo l'approvazione del bando quadro partirà il lavoro sugli specifici bandi tipo, che saranno messi a disposizione delle stazioni appaltanti sul sito dell'Authority.


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