Lavori Pubblici

Certificati lavori verso la conversione automatica: ma l'Og 11 resta fuori

G.La.

Il meccanismo che supera l'obbligo di riemissione dei vecchi documenti in un emendamento al Dl 73/2012 che ha disposto la proroga di 180 giorni del Regolamento appalti. Resterebbe però esclusa la categoria degli impianti dove si concentrano i maggiori problemi e con requisiti fermi al 180%

Arriva l'atteso meccanismo di conversione automatica dei certificati lavori nelle categorie variate, ma con l'esclusione della Og11. Così la legge di conversione del decreto di proroga del regolamento appalti (Dl 73/2012), in discussione presso la commissione Lavori pubblici del Senato, si appresta a risolvere, come anticipato da «Edilizia e Territorio», almeno uno dei problemi rimasti in sospeso sul Dpr 207/2010. L'emendamento in questione, firmato dal relatore del provvedimento Cosimo Gallo (Pdl), è atteso al voto martedì.

«Si tratta di un testo comprensivo di tutte le istanze arrivate dalla maggioranza – spiega Gallo – e approvato dal Governo. Incontrerà un consenso ampio». Lo stesso Gallo ne illustra i contenuti generali: «Allo scopo di evitare il blocco del rilascio delle qualificazioni nelle categorie modificate dal nuovo regolamento e il conseguente blocco del mercato degli appalti delle relative lavorazioni, abbiamo proposto un regime semplificato che prevede una conversione di tipo automatico tra le vecchie e le nuove categorie e che consente l'utilizzo dei certificati lavori già emessi».

In sostanza, per la qualificazione nelle categorie variate sarà possibile usare i certificati lavori emessi ai sensi del vecchio regolamento. In questo modo sia l'impresa che la stazione appaltante risultano sgravate da un onere pesantissimo. Resta in piedi una riemissione selettiva, fatta su richiesta dell'impresa interessata. «Abbiamo dato questa possibilità – spiega Gallo – all'impresa che voglia conseguire la qualificazione nella corrispondente categoria residuale prevista dal nuovo sistema di qualificazione: solo in tale caso è prevista la riemissione integrale del certificato di esecuzione dei lavori». Il tutto è completato da una clausola di salvezza. Recita il testo: «Resta ferma la validità dei certificati di esecuzione dei lavori già riemessi, alla data di entrata in vigore del presente decreto». Quindi, tutto il lavoro fatto da Soa e stazioni appaltanti in questi mesi non andrà perduto.

Dal meccanismo, che va nella direzione indicata dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, viene però esclusa la Og11, come peraltro previsto in una prima fase da Via Ripetta. Sulla questione delle attestazioni e dei certificati lavori per gli impianti tecnologici la commissione Lavori pubblici e il Governo hanno preferito sospendere il giudizio. Al momento non c'è accordo sul da farsi, nonostante fossero stati presentati alcuni emendamenti (poi ritirati) che prevedevano sia l'abbattimento della soglia per l'attestazione nella categoria degli impianti tecnologici dal 180 al 100%, modificando l'articolo 79 del regolamento, sia la riemissione dei certificati attraverso la presunzione con la quale si ripartivano i lavori secondo la formula 40-40-20: esattamente la richiesta delle associazioni di impiantisti, che rimbalza ormai da settimane di testo in testo ed era data tra le probabili modifiche del decreto sviluppo.

Eppure, nonostante i buoni auspici, l'abbattimento delle soglie e il regime semplificato sui certificati della Og11 non sono entrati nemmeno stavolta in discussione. «Il Governo – racconta ancora Gallo – ha preferito stralciare questa ipotesi, che compariva tra le modifiche proposte. Se ne riparlerà prossimamente, ma non in questo decreto». Sul punto, insomma, non sembra esserci ancora la necessaria convinzione politica. E, almeno per ora, non paiono esserci sul piatto alternative convincenti all'opzione del ritorno secco al 100 per cento


© RIPRODUZIONE RISERVATA