Lavori Pubblici

Sisma, dal Consiglio dei lavori pubblici guida operativa per la sicurezza dei capannoni industriali

Fabiana Calsolaro

Il presidente del Consiglio Karrer: «Una check list per i tecnici impegnati nelle verifiche sulle strutture produttive dell'Emilia» - Zambrano (Ingegneri): «Stessa filosofia del nostro documento, opportuno coordinare i due lavori»

Il 22 giugno scorso il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole sul progetto di «Linee guida per la valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica» (scarica il testo ), strumento di riferimento atto a fornire indicazioni operative ai tecnici impegnati nelle verifiche delle strutture produttive nelle regioni colpite dai recenti eventi sismici ai fini del rilascio, in via provvisoria, del certificato di agibilità sismica (per il rilascio, in via definitiva, del certificato di agibilità sismica – specifica il documento – si fa riferimento alle norme tecniche vigenti).
«In sostanza – spiega a Edilizia e Territorio Francesco Karrer, presidente del Consiglio dei Lavori pubblici – si tratta di una guida per i professionisti che devono redigere le certificazioni di agibilità immediata sui capannoni industriali, una sorta di check list per chi va sul posto, in modo da fare valutazioni omogenee, oggetto di riflessione attenta e scientifica». È la linea operativa «per mettere in sicurezza un manufatto e poter riprendere subito l'attività, ma è possibile per manufatti che rispondano a determinati requisiti, cioè dove il ripristino sia possibile non essendoci danni strutturali consistenti da rendere impossibile l'agibilità».

Il documento elenca le carenze che il tecnico incaricato è chiamato ad analizzare ai fini del rilascio, in via provvisoria, del certificato di agibilità sismica, spiegando, per ognuna di esse, che tipo di controlli effettuare e quali sono i possibili interventi di risoluzione. «In pratica – spiega Karrer– vengono anticipati gli interventi risolutivi ai fini dell'agibilità immediata, ove possibile: se succede questo questa è la cura possibile». Le carenze indicate sono fondamentalmente tre: mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e orizzontali e tra questi ultimi; presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali; presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso.
Carenze sovrapponibili alle tipologie di danno elencate nella bozza di linee guida per la messa in sicurezza dei capannoni industriali redatte da Protezione civile, Cni, Assobeton e Reluis presentate nei giorni scorsi (vedi articolo ).

In che rapporto sono i due documenti? Sono coordinati o indipendenti tra loro? «Conosciamo le altre linee guida – spiega il presidente Karrer– ma sono due cose indipendenti: il nostro era un lavoro già in corso nell'ambito dell'ordinaria attività di normazione istituzionale, in particolare nella fase di revisione delle norme tecniche 2008, entro cui avevamo già posto attenzione alla questione dell'edilizia industriale, anche se le norme tecniche sono più orientate alla progettazione che all'emergenza. Su invito del gabinetto del Ministro, abbiamo imposto un'accelerazione relativamente ad uno stralcio, su una questione relativa alla fase emergenza».
Qual è il valore di queste linee guida? Saranno obbligatorie? «Per ora parliamo di 'Progetto di linee guida', su cui venerdì scorso si è espressa positivamente l'assemblea del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, ora inizia il processo di valutazione politico-amministrativo: potrebbero diventare norma, circolare, istruzione. È probabile che domani, nell'audizione del Consiglio superiore in VIII commissione Camera, si discuta anche di questo. Noi abbiamo fatto il lavoro tecnico, decidere il destino politico sta agli organi politici».
A proposito della revisione delle norme tecniche, a che punto è l'iter? «Contiamo di fare una prima trasmissione all'assemblea del Clsp a fine luglio, potremmo arrivare all'espressione del voto anche in autunno, ma poi ci saranno la fase della valutazione politica e del decreto interministeriale, i cui tempi non dipendono da noi».

«Le nostre linee guida contengono forse delle schede tecniche in più, ma mi sembra che il principio ispiratore e la filosofia dei due documenti siano gli stessi – commenta Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – non sono due strade alternative ma integrative. Le linee guida redatte dagli ingegneri con Reluis, Protezione civile e Assobeton contengono schede più specifiche e documentazione grafica, ma gli interventi individuati sono quelli: la necessità di collegamenti in testa ai pilastri e dunque tra travi e pilastri, l'irrobustimento al piede del pilastro, la verifica delle fondazioni, interventi di controventatura su scaffalature». Sulla base di questa somiglianza arriva la proposta degli ingegneri: «Sarebbe forse opportuno, e lo abbiamo chiesto con una nota, coordinare i due lavori, noi siamo disponibili a dare il nostro contributo, anche in vista della necessità di dare risposte certe e rapide per una causa importante. Si potrebbe fare un'edizione unica delle linee guida, che in fondo sono molto simili, non ci saranno difficoltà"»
Ma oggi, con due documenti simili che danno indicazioni sulle stesse cose, i professionisti come si muovono, quali seguono? «Le linee guida – spiega ancora Zambrano – sono solo un'indicazione degli interventi , che il progettista può utilizzare o meno, avendo assoluta libertà di decidere in autonomia quali seguire e come procedere. È il professionista, sulla base della conoscenza, sul posto, delle reali caratteristiche e dei danni del capannone, che valuta la strada migliore.Magari nessuno dei due documenti in certi casi è utile e quindi il tecnico farà la propria proposta».


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