Lavori Pubblici

Con i nuovi parametri onorari più bassi rispetto ai minimi di 25 anni fa

Mauro Salerno

L'esempio: il progetto di una nuova scuola dal costo di 1,27 milioni. Con i parametri della legge 143/1949 il compenso sarebbe di 140.878 euro. Usando le tariffe del Dm 4 aprile 2001 si arriverebbe fino 162.196 euro. Con il nuovo Dm Parametri (senza rimborso spese) si scende a 134.665 euro

Che rapporto c'è tra i parametri individuati dal nuovo Dm Giustizia sui compensi professionali e le vecchie tariffe? Gli onorari posti a base di gara dalle stazioni appaltanti in cerca di un progetto cresceranno o scenderanno? La risposta è contenuta nelle prime simulazioni effettuate dal Consiglio nazionale degli architetti per «Edilizia e Territorio». E non si tratta di buone notizie per i professionisti.

Il confronto si basa su un intervento-tipo per la progettazione di un edificio scolastico dal costo di 1,27 milioni. «Ovviamente - precisano gli architetti - occorre considerare che trattasi di una prestazione professionale che si sviluppa in un arco di tempo di qualche anno con possibilità di dover introdurre variazioni alle previsioni progettuali, con un impegno continuo nella delicata fase di realizzazione dell'opera (la direzione lavori) ed un impiego di varie professionalità, dal progettista delle strutture ai vari progettisti delle realizzazioni impiantistiche per un totale di almeno 4 figure professionali, coi relativi apparati, impegnate nelle varie prestazioni».

Eseguendo il calcolo sulla base degli onorari stabiliti dalla legge 143/1949, aggiornati per l'ultima volta nel 1987, si arriva a un corrispettivo finale di 140.878,34 euro, pari a circa l'11,09% dell'importo dei lavori (clicca qui per scaricare la tabella completa ). Utilizzando invece i criteri precisati dal Dm 4 aprile 2001 per le gare pubbliche si arriva a un onorario di 162.796,29 euro, pari al 12,82% dell'importo lavori (clicca qui per la tabella ). Nel primo caso, va sottolineato, è stato considerato un rimborso spese forfettizzato al 60%, nel secondo al 30% circa.

Le cose cambiano se si passa a considerare il decreto al vaglio del Consiglio di Stato. Se anche in questo caso si considerassero le spese - come era nelle proposte dei progettisti - l'onorario crescerebbe fino a quota 172.747,50 euro (vedi tabella ). «Si tratta di 10mila euro - sottolineano gli architetti -: non tantissimo se si considera l'incidenza dell'adeguamento Istat dal 2001 al 2012». Il problema è che all'aumento si arriva soltanto tenendo in considerazione un rimborso spese di circa 30mila euro, calcolato sulla base di un'incidenza del 30% sull'onorario. Secondo quanto previsto dal Dm Giustizia, però, le spese sono incluse nel compenso e quindi non vanno considerate. Risultato? L'onorario scende fino a 134.665 euro (guarda la tabella ) «risultando inferiore a quello calcolato col Dm 4 aprile 20012 di circa 28.000 euro e rispetto alla vecchia 143/49 di circa 6.000 euro», sottolineano gli architetti. Scende di conseguenza anche la percentuale del compenso rispetto al costo delle opere che diventa così del 10,6% circa.

Non solo. Il compenso stabilito dal Dm rappresenta solo la base per stabilire il valore degli incarichi che - secondo quanto previsto dal provvedimento - potranno anche essere ulteriormente rivisti al ribasso (o al rialzo, ma l'ipotesi sembra poco realistica) dalle stazioni appaltanti. Una possibilità che gli architetti giudicano «pericolosissima». Soprattutto «se si aggiunge che andando in gara le prestazioni vengono assoggettate ad ulteriore riduzione (in virtù dell'offerta sul prezzo) . In questo modo il professionista subisce una penalizzazione pesantissima che rende veramente difficile, se non impossibile, poter garantire prestazioni con un livello qualitativo appena accettabile».


© RIPRODUZIONE RISERVATA