Lavori Pubblici

Durc, 15 giorni alle imprese per mettersi in regola

Mauro Salerno

Nota Inail: sono illegittimi i Durc rilasciati con segnalazione di irregolarità contributiva se prima non si è dato alle imprese 15 giorni per mettersi in regola

Prima di contestare l'irregolarità contributiva, gli enti previdenziali devono invitare le imprese a regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni. La precisazione è contenuta in una nuova nota sull'emissione dei Durc, inviata dall'Inail alle strutture territoriali.

La nota prende lo spunto da segnalazioni in merito al comportamento giudicato "non corretto" di alcune strutture che avrebbero rilasciato documenti con segnalazioni di irregolarità contributiva «senza aver prima invitato la ditta alla regolarizzazione, come invece previsto dalla disciplina vigente e ribadito nelle circolari dell'Istituto».
Sul punto, l'Inail ricorda che «l'art. 7, comma 3, del Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 24 ottobre 2007 ha stabilito che nel caso in cui l'impresa, in sede istruttoria, risulti inadempiente, gli enti previdenziali prima di emettere il certificato attestante l'irregolarità hanno l'obbligo di invitarla a regolarizzare la posizione contributiva, assegnando un termine di 15 giorni». La richiesta di regolarizzazione «è un atto dovuto», pena «la correttezza dell'atto amministrativo» e di conseguenza la legittimità del certificato che segnala l'irregolarità dell'impresa.

«Il rilascio di un Durc irregolare – sottolinea l'istituto - ha delle conseguenze rilevanti, soprattutto nel settore degli appalti, in quanto può essere anche causa di risoluzione del contratto e, dunque, è importante che le sedi seguano scrupolosamente l'iter previsto per il suo rilascio».

L'unica eccezione a questa regola generale, segnala l'istituto di previdenza, è il caso delle richiesta di Durc per la verifica, richiesta dalle stazioni appaltanti, delle autodichiarazioni fornite dall'impresa in sede di gara. In questo caso, infatti, «la regolarità deve invece sussistere alla data della dichiarazione sostitutiva stessa (con conseguenze, anche penali, in ordine alla falsità di quanto auto dichiarato dalla ditta) e quindi non può ammettersi la regolarizzazione».


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