Lavori Pubblici

L'Authority alle Soa: no qualificazioni attraverso il comodato d'impresa

Mau.S.

Non sono validi gli attestati di qualificazione emessi in forza di requisiti ottenuti grazie a contratti di comodato tra imprese. Quelli già emessi vanno fatti decadere, salvo la possibilità di cambiare l'oggetto del contratto, con un titolo idoneo a conseguire la titolarità dell'impresa da cui derivano i requisiti

No a requisiti di qualificazione ottenuti tramite imprese cedute in comodato. Insieme alla determinazione-vademecum sulle cause di esclusione dalle gare con le modifiche all'articolo 38 del Codice dei Contratti pubblici, l'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici ha diffuso ieri anche un comunicato, rivolto alle Soa, in cui fa il punto sulla possibilità di avvalersi dei requisiti di un'altra impresa in caso di operazioni societarie, ribadendo il no alla qualificazione tramite comodato (clicca qui per scaricare il testo ).

Per l'Autorità le fattispecie delineate dall'articolo 76, comma 9, del Dpr 207/2010 (il regolamento appalti) sono da considerarsi tassative. «Ciò comporta - si legge nel comunicato - che le cessioni di azienda, ai sensi dell'art. 116 del Dlgs 163/2006 , che consentono il subentro nella titolarità dei contratti di appalto in corso di esecuzione sono solo quelle espressamente previste dall'art. 2558 c.c., ossia l'acquisto dell'azienda e l'affitto dell'azienda, con possibilità di ricomprendere in queste ipotesi, attraverso lo strumento dell'interpretazione estensiva, anche le cessioni di ramo d'azienda e l'affitto di ramo d'azienda, come peraltro chiaramente esplicitato dal legislatore nell'art. 51 del Dlgs 163/2006 , ma con assoluto divieto di estendere tali ipotesi, in via analogica, a fattispecie come il comodato di azienda». Ragioni di ordine sistematico inducono Via Ripetta «ad interpretare il silenzio del legislatore in ordine al comodato di azienda (sia del codice civile, art. 2558, sia del legislatore del Codice dei contratti pubblici, artt. 51 e 116, sia dello stesso Regolamento, art. 76, comma 9) nel senso della volontà di non consentire all'impresa comodataria di azienda di attestarsi utilizzando i requisiti dell'azienda comodante in godimento».


Di qui il divieto imposto alle Soa di rilasciare attestazioni basate su requisiti ottenuti in forza di contratti di comodato. Quanto agli attestati eventualmente già rilasciati «le Soa che li hanno emessi dovranno dichiararne la decadenza». Salvo la possibilità per le imprese di cambiare contratto di comodato con un altro idoneo «a conseguire comunque la titolarità dell'azienda e, quindi, il diritto al mantenimento dell'attestato».


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