Lavori Pubblici

Emilia, ecco la guida Cni per la messa in sicurezza dei capannoni industriali

Giuseppe Latour

In esclusiva il testo della circolare in applicazione dell'ordinanza n. 2 della Protezione Civile - Entro una settimana in arrivo le linee guida per i progettisti

Ingegneri in prima linea sul fronte del terremoto. In queste ore, infatti, il Cni sta per pubblicare una circolare, che «Edilizia e Territorio» è in grado di anticipare nei contenuti (leggi il testo ), nella quale si fa il punto sulle attività di supporto alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei capannoni industriali in Emilia Romagna. Nel giro di una settimana, stando a questo documento, saranno pubblicate le prime linee per guidare gli interventi di ripristino dei capannoni, in applicazione delle ordinanze della Protezione civile.

La circolare parte dall'ordinanza n. 2 della Protezione civile. Secondo gli ingegneri, il testo «che prevede l'obbligo, per il datore di lavoro, di acquisire la certificazione di agibilità sismica rilasciata a seguito di verifica di sicurezza effettuata ai sensi delle norme tecniche vigenti da un professionista abilitato e depositare la predetta certificazione al comune territorialmente competente ha suscitato alcune perplessità negli ingegneri ed in tutti i tecnici, per la genericità della formulazione, l'incertezza degli scenari e, soprattutto, delle responsabilità». Insomma, a partire da quell'ordinanza è sembrato necessario un immediato intervento chiarificatore che potesse dare una mano concreta ai progettisti.
«L'attenzione – prosegue la circolare - si è posta particolarmente sugli edifici industriali che, in questo evento sismico, hanno mostrato la maggiore vulnerabilità ed il cui crollo ha causato la perdita di molte vite umane, anche in considerazione della necessità, piú volte richiamata e da noi condivisa, di individuare con urgenza tecniche e procedure che consentano la ripresa delle attività». Così l'idea è stata formare un gruppo di lavoro che coinvolgesse proprio il Cni, ma anche Assobeton (l'associazione dei prefabbricatori), Reluis (la rete di laboratori universitari di ingegneria sismica) e la stessa Protezione civile. Tutti insieme hanno cominciato a lavorare a «linee di indirizzo per gli adempimenti connessi all'Ordinanza n. 2/2012, nella prospettiva, da tutti condivisa, di mettere in sicurezza i fabbricati industriali, provvedendo alla esecuzione dei lavori necessari per raggiungere un livello di sicurezza pari, anche nel caso di miglioramento sismico, al 60% della sicurezza richiesta, in base alle vigenti norme, per un edificio nuovo».
Per il Cni sono presenti i consiglieri nazionali Giovanni Cardinale e Massimo Mariani ed il Presidente dell'Ordine di Modena, Augusto Gambuzzi. Il gruppo di lavoro ha messo a punto una strategia in due tempi. Prima si metteranno nero su bianco linee guida finalizzate «alla rimozione delle principali cause di crollo ed alla conseguente immediata possibilità di accedere nuovamente agli edifici industriali». Poi, superata l'emergenza, si penserà al completamento degli interventi di messa in sicurezza.

La prima fase è già quasi completa. Le prime «linee di indirizzo per la valutazione dell'agibilità sismica dei capannoni industriali e di un eventuale loro adeguamento» saranno già complete nel giro di una settimana e daranno «indicazioni qualitative, quantitative e grafiche per interventi locali attinenti a: rotazione e ribaltamento delle fondazioni, resistenza dei pilastri, collegamenti travi-pilastri e travi principali-coperture, ribaltamento travi principali, pannelli di tamponamento, scaffalature interne». Sarà una guida semplice, ad uso dei progettisti, che chiarirà le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.


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