Lavori Pubblici

La circolare degli ingegneri per gli interventi sui capannoni danneggiati dal sisma

Il Consiglio Nazionale ritiene necessario offrire un'informazione generale sull'attività in corso di svolgimento, in sinergia con gli Ordini locali, in relazione all'evento sismico che ha colpito la Regione Emilia e Romagna, che va oltre l'azione di solidarieta' delle squadre di ingegneri che stanno gia' operando sul campo secondo modi e contenuti di cui si e' gia' detto in altra circolare.

Il CNI, infatti, ha immediatamente avviato, anche con la immediata presenza in loco, contatti con gli enti preposti all'emergenza, dando la disponibilità della organizzazione propria e degli ordini.

In particolare, nella giornata di domenica 3 giugno abbiamo partecipato, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali della Protezione Civile, degli architetti e dei geometri, ad un incontro convocato a Bologna, presente il prefetto Gabrielli.

Il CNI era presente unitamente ai Presidenti degli Ordini delle province interessate dagli eventi sismici; infatti, la condivisione di ogni passaggio tra CNI ed Ordini territoriali ha rappresentato, e rappresenta, una caratteristica assolutamente rilevante in questo contesto.

L'incontro, da noi sollecitato per la necessità di chiarire alcuni aspetti della fase di interventi sulle costruzioni esistenti, era relativo in particolare ai contenuti ed agli effetti dell'Ordinanza n. 2 che detta le procedure per accertare l'agibilità sismica dei fabbricati compresi nei territori colpiti dal sisma nei giorni 20 e 29 maggio u.s.

L'Ordinanza, che prevede l'obbligo, per il datore di lavoro, di acquisire «....la certificazione di agibilità sismica rilasciata a seguito di verifica di sicurezza effettuata ai sensi delle norme tecniche vigenti da un professionista abilitato e depositare la predetta certificazione al comune territorialmente competente...» ha suscitato, infatti, alcune perplessità negli ingegneri ed in tutti i tecnici, per la genericità della formulazione, l'incertezza degli scenari e, soprattutto, delle responsabilità.

L'attenzione si e' posta particolarmente sugli edifici industriali che, in questo evento sismico, hanno mostrato la maggiore vulnerabilità ed il cui crollo ha causato la perdita di molte vite umane, anche in considerazione della necessità, piú volte richiamata e da noi condivisa, di individuare con urgenza tecniche e procedure che,consentano la ripresa delle attività.

In quella sede, anche a seguito delle argomentate riflessioni critiche sui contenuti dell'Ordinanza, e' stata avanzata la proposta di un gruppo di lavoro, specificatamente rivolto alle problematiche degli edifici industriali, composto da Protezione Civile, RELUIS, CNI, Assobeton, con il compito specifico definire le linee di indirizzo per gli adempimenti connessi all'Ordinanza n. 2/2012, nella prospettiva, da tutti condivisa, di mettere in sicurezza i fabbricati industriali, provvedendo alla esecuzione dei lavori necessari per raggiungere un livello di sicurezza pari, anche nel caso di miglioramento sismico, al 60% della sicurezza richiesta, in base alle vigenti norme, per un edificio nuovo.

Il gruppo di lavoro e' stato costituito ed ha iniziato subito a lavorare; per il CNI sono presenti i consiglieri nazionali Giovanni Cardinale e Massimo Mariani ed il Presidente dell'Ordine di Modena, Augusto Gambuzzi, allo scopo delegato da tutti gli altri Presidenti degli Ordini dei territori interessati dagli eventi sismici.

Il gruppo di Lavoro ha già prodotto un primo documento ed ha definito la strategia operativa generale, anche in sintonia con i contenuti del Decreto del Presidente della Repubblica che sarà in Gazzetta Ufficiale nelle prossime ore e che dovrà garantire il necessario snellimento burocratico atto a concretizzare la immediatezza degli interventi di messa in sicurezza.

Si e' messa a punto una strategia in due tempi che traguarda gli scopi di cui sopra e che e' così sintetizzabile :
- Interventi di prima fase : finalizzati alla rimozione delle principali cause di crollo ed alla conseguente immediata possibilità di accedere nuovamente agli edifici industriali;
- Interventi di seconda fase: finalizzati al complesso delle opere che il progettista riterrà necessarie per io raggiungimento del livello di sicurezza sopra richiamato.

Con riferimento agli interventi di prima fase, il documento , in via di elaborazione da parte del gruppo di lavoro, "Linee di indirizzo per la valutazione dell'agibilita' sismica sei capannoni industriale di un eventuale loro adeguamento", darà già gli esiti finali nella prossima settimana riportando indicazioni qualitative, quantitative e grafiche per interventi locali attinenti a :
- rotazione e ribaltamento delle fondazioni
- resistenza dei pilastri
- collegamenti travi-pilastri e travi principali-coperture
- ribaltamento travi principali
- pannelli di tamponamento
- scaffalature interne.

Lo scopo e' guidare il progettista, lasciando ampio margine alla sua creatività ed autonomia progettuale, in un quadro di responsabilità chiaro e ben definito.

A completamento di questa azione sul campo, il CNI, sempre in raccordo con gli Ordini territoriali, sta organizzando anche un evento scientifico, con la partecipazione degli esperti che sono con noi al lavoro sull'argomento, al fine di dare una informazione tecnica di dettaglio delle problematiche osservate e delle azioni svolte.

Modalità, date e contenuti di dettaglio saranno resi noti in altra circolare.

La responsabilità ed il ruolo degli ingegneri vengono proiettati in uno scenario importante e stimolante anche sul piano delle prospettive di lavoro e di rilancio della produttività.

Essere in primo piano in questa azione assume una sicura rilevanza e da' alla nostra categoria un'altra occasione per dimostrare le capacita' professionali di ingegneri che, operando nella pubblica amministrazione , nell'Università , nella libera professione, si pongono comunque a servizio della collettività nel difficile esercizio del principio di responsabilità.

I fatti che hanno riguardato gli edifici industriali progettati e realizzati senza prestazioni antisismiche , perché ricadenti in zone non classificate, la loro estrema vulnerabilità, evidenziata anche in occasione del recente sisma, offrono riflessioni che vanno oltre i limiti territoriali delle aree colpite da sisma.

Il Consiglio Nazionale, infatti, coinvolgendo tutti gli Ordini provinciali, ritiene necessaria una campagna di sensibilizzazione delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni degli industriali e degli artigiani, per attivare sul territorio protocolli tesi a avviare analisi preventive degli edifici industriali non costruiti con criteri antisismici, e le eventuali azioni di miglioramento della prestazione di sismoresistenza.


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