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Incentivi al recupero, i chiarimenti delle Entrate sugli sgravi 36% e 55%

Comunicazione di inizio lavori, costo della manodopera, aliquote Iva, documenti necessari per potre beneficiare delle detrazioni: guida alle novità sottoforma di risposte a quesiti. Circolare, scheda e casi pratici
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Con la circolare n. 19/E/2012 l'Agenzia delle Entrate, con la modalità della risposta ai quesiti, ha fornito diversi chiarimenti in tema di detrazioni del 36% (ristrutturazioni edilizie) e 55% (risparmio energetico). Tali chiarimenti si sono resi necessari in considerazione del fatto che nel corso del 2011 e 2012, la normativa in merito a tali agevolazioni fiscali ha subito svariati cambiamenti. E alti potrebbero avrenre in quati giorni, qualore il Governo confermasse (già con un Consiglio dei MInistri che potrebbe tenersi domani) l'intenzione di innalzare i bonus del 36% sul recupero e prorogare gli sgravi del 55% sugli interventi finalizzati al siparmio energetico.

Di seguito verranno analizzate le diverse novità in tema di detrazioni fiscali apportate nel biennio 2011 e 2012 nonché le risposte di maggior interesse per gli operatori fornite dal recente documento di prassi pubblicato dall'amministrazione finanziaria.

Clicca qui per scaricare LA CIRCOLARE e LA SCHEDA CON I PRINCIPALI CHIARIMENTI

Le novità 2011 e 2012 in tema di detrazione del 36% e 55%. Il Dl 13 maggio 2011, n. 70, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 2011, n. 110 (cosiddetto decreto Sviluppo, in vigore dal 14 maggio 2011) ha apportato delle semplificazioni operative allo scopo di poter beneficiare, ai fini delle ristrutturazioni edilizie, della detrazione Irpef del 36% e più precisamente:


1) a far data dal 14 maggio 2011, il decreto ha abrogato il comma 19 dell'art. 1 della Legge n. 244/2007. Con l'abrogazione di tale comma è venuto meno, anche per l'agevolazione Irpef del 36% (infatti, per beneficiare dell'aliquota Iva ridotta del 10% non sussisteva più tale obbligo già a decorrere dal 1° gennaio 2008), l'obbligo di distinta indicazione nella fattura del costo della manodopera impiegata per l'esecuzione degli interventi agevolati;

2) l'art. 1, comma 1, lett. a) del Dm n. 41/1998 a far data dal 14 maggio 2011, sostituendo la precedente formulazione, stabilisce che al fine di beneficiare dell'agevolazione fiscale Irpef del 36% il contribuente dovrà «indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate».

Sulla base di quanto sopra si evince che, al fine di poter beneficiare della detrazione Irpef del 36%, viene meno l'obbligo di preventivo invio della comunicazione di inizio lavori all'Agenzia delle Entrate Centro Operativo di Pescara. Il soggetto che vorrà fruire della detrazione fiscale del 36% dovrà indicare nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta in cui si sono effettuati i lavori (a puro titolo esemplificativo: Unico 2012 ovvero nel 730/2012 per l'anno d'imposta 2011), le seguenti informazioni:

a) dati catastali dell'immobile oggetto degli interventi;
b) estremi di registrazione dell'atto (comodato in forma scritta o contratto di locazione) nel caso in cui i lavori siano eseguiti non dal possessore dell'immobile ma dal detentore (comodatario ovvero locatario);
c) gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione.

Devono, infine, essere conservati ed esibiti, a richiesta degli Uffici, i documenti che sono stati indicati all'interno del provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011. Più precisamente, oltre alla comunicazione all'Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento, il contribuente dovrà essere in possesso:
a) della domanda di accatastamento (se l'immobile non è ancora censito);
b) delle ricevute di pagamento dell'Ici, se dovuta;
c) della delibera assembleare di approvazione dell'esecuzione dei lavori, per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
d) della dichiarazione di consenso del possessore dell'immobile all'esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell'immobile, se diverso dai familiari conviventi;
e) delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Da ultimo il decreto Salva Italia (Dl n. 201/2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 dicembre 2011, convertito in Legge 22 dicembre 2011, n. 214) ha stabilito che la detrazione Irpef del 36% prevista per le ristrutturazioni, dal 1° gennaio 2012 diventa strutturale, quindi, non vi sarà bisogno delle consuete proroghe a cui gli operatori, periodicamente, sono abituati.
Il decreto Salva Italia è intervenuto anche in merito alle agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica e più precisamente sulla detrazione fiscale del 55%. Al riguardo si fa presente che il DL in esame è intervenuto sulla Legge di Stabilità 2011 (Legge n. 220/2010) spostando dal 31 dicembre 2011 al 31 dicembre 2012 la scadenza della detrazione del 55% così come disciplinata dalla normativa vigente (articolo 1, commi da 344 a 347, della Legge 296/2006). Inoltre - a parte le modifiche che il Governo sta studiando in questi giorni, tra cui figura anche la proroga degli incentivi 55% - è stato stabilito che dal 1° gennaio 2013 la percentuale scenderà dal 55% al 36% e l'agevolazione sarà disciplinata dal nuovo articolo 16-bis aggiunto dal Dl 201/2011 al Tuir, assimilandola conseguentemente a quella per le ristrutturazioni. Infine, si fa presente che con le modifiche apportate dalla Legge di conversione n. 214/2011 è stato stabilito che la detrazione del 55% torna applicabile anche alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Per tali interventi sarà prevista una detrazione massima pari ad Euro 30.000.

Aliquota Iva: casi pratici. Si ricorda che dopo numerose proroghe, l'art. 2, comma 11, della legge 191/2009 (Finanziaria 2010) ha stabilito, a regime con effetto dal 2010, l'aliquota Iva ridotta del 10% (dal 1° ottobre tale aliquota passerà al 12%) per le prestazioni di servizi relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su immobili a prevalente destinazione abitativa privata.

Fornitura di beni con posa in opera
Le cessioni di beni con posa in opera, sempreché la stessa sia effettuata dal medesimo soggetto che ha fornito i beni (contratto di appalto), possono beneficiare dell'aliquota Iva ridotta del 10% anche se il valore dei beni ceduti risulta prevalente rispetto alla prestazione di manutenzione.
L'aliquota ridotta per le manutenzioni derivanti da contratti di appalto non può essere estesa ai contratti di subappalto, in quanto la disposizione agevolativa in esame considera la prestazione avente a oggetto l'intervento di manutenzione nella sua unitarietà. Pertanto, sono escluse dall'aliquota ridotta le operazioni che costituiscono fasi intermedie nella realizzazione dell'intervento; ossia, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese verso l'appaltatore o il prestatore d'opera. Tali beni e servizi, come precisato dallo stesso Ministero delle Finanze (circ. n. 71/E/2000), godranno dell'aliquota ridotta nella fase successiva di riaddebito al committente finale, confluendo nel corrispettivo globale dell'intervento di manutenzione agevolato.

Manutenzione con impiego di beni significativi
Nei casi in cui per effettuare la prestazione di manutenzione ordinaria o straordinaria vengano effettuate anche forniture di beni significativi l'aliquota IVA ridotta del 10% potrà essere applicata unicamente sul valore di tali beni non eccedente il valore della manodopera e degli altri beni e materiali di valore non significativo (valori che vanno indicati distintamente in fattura). Va da sé che la parte del valore del bene significativo che supera il valore netto della manutenzione sarà soggetta all'aliquota IVA stabilita per il bene stesso.
I beni di importo significativo sono stati determinati con il d.m. 29.12.1999 e sono:
– ascensori e montacarichi;
– infissi interni ed esterni;
– caldaie;
– videocitofoni;
– apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria;
– sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza.

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