Lavori Pubblici

Spending review, a 50mila euro il limite per la comunicazione dei dati sugli appalti

Giuseppe Latour

Novità anche su compensazione dei crediti ed efficienza energetica - Concluso l'esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato, il testo arriverà in Aula la prossima settimana

Si chiude presso le commissioni Affari costituzionali e bilancio del Senato il primo giro della legge di conversione del decreto sulla spending review. Contiene due importanti novità in materia di compensazioni dei crediti e di comunicazioni all'Osservatorio dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. A questo punto il testo approderà in Aula per l'approvazione.
In tema di appalti la novità più importante, inserita all'ultimo secondo con un emendamento a firma di Andrea Pastore (Pdl), prevede l'abbattimento da 150mila a 50mila euro del limite oltre il quale le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori sono tenuti a comunicare all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici i dati relativi ai loro appalti, da inserire nel database dell'Osservatorio, tenuto presso l'Authority. Queste comunicazioni, disciplinate dal codice dei contratti pubblici, riguardano il contenuto dei bandi, dei verbali di gara, gli importi di aggiudicazione e i nominativi di affidatario e progettista. Per i settori ordinari, poi, è necessario comunicare anche gli stati di avanzamento e l'ultimazione dei lavori.
In chiave di risparmi potenziali, il commissario per la spending review avrà la possibilità di indicare alla Regioni, tra le possibili misure di razionalizzazione della spesa, «l'attivazione e lo sviluppo di centrali di acquisto regionali».

Viene poi estesa la compensazione dei crediti anche allo Stato e agli enti pubblici nazionali: si tratta principalmente degli enti previdenziali come Inail e Inps, ma non di Anas e Ferrovie, che per statuto sono società per azioni. La novità in questione agisce sulla norma (articolo 28 quater del decreto n. 602/1973) che fissa le regole per le compensazioni dei crediti, limitando la possibilità a quelli «maturati nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti». Questi possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.
Secondo l'emendamento, ai soggetti attualmente previsti dalla legge si aggiungono anche lo Stato e gli enti pubblici nazionali. Per ottenere la compensazione il creditore dovrà acquisire la certificazione, per poi utilizzarla per il pagamento delle somme dovute a seguito dell'iscrizione a ruolo. Il testo abbassa anche il limite entro il quale l'amministrazione deve rispondere alla richiesta di certificazione da 60 a 30 giorni «dalla data di ricezione dell'istanza». La certificazione potrà, oltre che per le compensazioni, essere utilizzata per ottenere l'accesso al Fondo centrale di garanzia presso il ministero dello Sviluppo economico. La modifica, tra le altre cose, include di nuovo nel meccanismo della compensazione le regioni tagliate fuori perché impegnate in piani di rientro dall'extra-deficit sanitario.

Infine, viene inserita una novità all'articolo 14, dove si prevede che le amministrazioni pubbliche entro 24 mesi dall'entrata in vigore del decreto dovranno adottare un piano di efficientamento dei consumi, utilizzando i contratti di servizio energia. Secondo l'emendamento, queste razionalizzazioni potranno essere attuate anche attraverso i contratti di partenariato pubblico privato, come elencati nel Codice appalti.


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