Lavori Pubblici

Autorità di Vigilanza: boom della tassa gare, bilancio in rosso per 11 milioni

Giuseppe Latour

ll contributo versato da imprese, Pa e Soa è la principale voce dell'attivo: cresciuto del 51,6% in due anni fino a 57,5 milioni. Compensi più bassi per presidente e consiglieri, ma crescono gli stipendi (+66,8%) e i fondi trasferiti ad altre Authority

Bilancio in rosso per oltre 11 milioni di euro. Nonostante la tassa sulle gare abbia reso nel 2011 la cifra record di 57,5 milioni, il valore più alto degli ultimi sei anni. Dall'analisi dell'ultimo bilancio dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici viene fuori un quadro parecchio diverso da quello di qualche anno fa, quando a Via di Ripetta era possibile accantonare consistenti avanzi di amministrazione grazie soprattutto a uscite decisamente più leggere di oggi.

Con il passare del tempo sono aumentate le competenze e gli oneri. Così sull'ultimo rendiconto finanziario pesano come due macigni i trasferimenti imposti dalla Finanziaria 2010 verso altre Autorità: nell'ultimo anno hanno inciso per 11,6 milioni di euro e altrettanto faranno nel 2012. Ma anche le spese per il personale. Gli stipendi attualmente valgono 21,3 milioni di euro. Nel 2009 questa voce era pari a 12,8 milioni: una crescita del 66,8 per cento.

Le entrate. Componiamo, allora, per prima cosa il quadro delle entrate. Nel 2011 nelle casse dell'Autorità sono confluiti esattamente 61,2 milioni. Il grosso, come di consueto, è arrivato dalla tassa sulle gare, arrivata a toccare la quota record di 57,5 milioni. L'incremento, rispetto all'anno precedente, è stato pari al 41%: allora il «contributo dei soggetti vigilati» aveva reso 40,7 milioni. Per trovare un valore così alto occorre tornare al 2007, anno di estensione della vigilanza ai servizi e alle forniture, quando le imprese versarono all'Authority 56,2 milioni di euro.
«L'aumento di gettito del 2011 – spiega il presidente Sergio Santoro – deriva da misure di contrasto dell'evasione contributiva e da una rimodulazione delle tariffe prevista dalla delibera di autofinanziamento per l'anno 2011». Poco e nulla, ormai, arriva dai trasferimenti dello Stato. Al momento sono a quota 157mila euro: nel 2006 erano 3,8 milioni. Il resto delle entrate (circa 3,5 milioni) deriva essenzialmente dai proventi per i lodi della Camera arbitrale.

assando alle spese, nel 2011 sono state pari a 72,6 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto all'anno precedente. Di queste, 67 milioni sono state spese correnti, mentre 5,6 milioni sono state destinate a investimenti. Lo storico dei bilanci dell'Authority dal 2006 a oggi dice che il trend delle uscite è in aumento costante. E, anzi, l'ultimo anno ha portato l'incremento più contenuto dell'ultimo periodo. Nel 2007, infatti, la crescita è stata pari al 38,6% rispetto all'anno precedente, nel 2008 è stata del 15,8%, nel 2009 del 20,7% e nel 2010 addirittura del 43,8 per cento. In quell'anno le uscite sono aumentate da 48,3 milioni del bilancio precedente fino a 69,6 milioni.

A incidere sull'ultimo anno sono stati principalmente tre gruppi di spese. «L'Autorità ha subito – spiega ancora Santoro – un prelevamento forzoso delle proprie risorse derivante dall'obbligo, imposto dalla Finanziaria 2010, di trasferire risorse a favore dei bilanci di altre Autorità per 7,3 milioni nel 2010 e per 11,6 milioni nel 2011 e nel 2012».

Oltre ai trasferimenti, però, hanno gravato parecchio le spese del personale. Nel 2011 gli stipendi sono stati pari a 21,3 milioni di euro contro i 12,8 del 2009. Un aumento che ha portato, a cascata, l'appesantimento di molte voci legate ai dipendenti. Come la crescita di oneri previdenziali e fiscali per il personale, che insieme ammontano a 8,8 milioni. Come i buoni pasto: 666mila euro, in crescita del 20,3% rispetto all'anno precedente. O le spese telefoniche: 367mila euro, in aumento del 50% rispetto al 2010. Fanno eccezione i compensi del presidente e dei membri dell'Autorità: nel 2009 valevano 1,4 milioni di euro, nel 2011 sono scesi del 13,1% a quota 1,2 milioni.

L'altro blocco di uscite consistenti è legato a filo doppio con le nuove funzioni dell'Authority: in particolare stanno avendo un influsso forte tutte le nuove competenze che rendono necessaria una maggiore informatizzazione dell'Avcp, scaturite di recente nella Banca dati sui contratti pubblici. Insomma, per software, computer e reti l'Authority sta spendendo moltissimo. Per la gestione dei servizi telematici sono andati via 3,3 milioni nel 2011: nel 2009 questa voce era pari a 1,2 milioni. In sostanza, è quasi triplicata. Discorso simile per l'acquisto di materiale informatico: nel 2011 sono stati spesi 5,5 milioni di euro contro i 3,8 milioni del 2010.


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