Lavori Pubblici

Gare più trasparenti con il Ddl anticorruzione - No ai magistrati-arbitri

Giuseppe Latour

Nuovi obblighi di informazione sulle gare per le stazioni appaltanti con sanzioni che potranno arrivare fino a 51mila euro. Divieto per i magistrati di partecipare ai collegi arbitrali

Nuovi obblighi di trasparenza per le stazioni appaltanti, che dovranno usare i propri siti internet come una bacheca virtuale, sulla quale aggiornare i cittadini sugli esiti dei loro bandi. E il divieto per i magistrati di far parte di collegi arbitrali. Sono solo le due novità più importanti approvate questa settimana nel corso della discussione alla Camera sul Ddl anticorruzione. Discussione che, dopo il percorso molto accidentato di questa settimana, ripartirà da lunedì.

Sul primo fronte, in un emendamento a firma di Salvatore Vassallo (Pd), si stabilisce che, per l'affidamento di lavori, servizi e forniture, le stazioni appaltanti sono tenute a pubblicare sui propri siti istituzionali una serie di informazioni: «la struttura proponente, l'oggetto del bando, l'elenco degli operatori invitati a presentare l'offerta, l'aggiudicatario, l'importo dell'aggiudicazione, i tempi di completamento dell'opera, servizio o fornitura, l'importo delle somme liquidate». Entro il 31 gennaio di ogni anno, poi, queste informazioni dovranno essere messe insieme e sintetizzate in un documento scaricabile e rielaborabile a fini statistici, aperto a tutti i cittadini. L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici dovrà mettere insieme tutto questo materiale e pubblicarlo sul proprio sito, dividendo le stazioni appaltanti per regione.

Tanta trasparenza, quindi, che non sarà intesa come una semplice formalità. Entro il 30 aprile di ogni anno, infatti, l'Avcp trasmetterà alla Corte dei conti l'elenco delle amministrazioni che non hanno pubblicato la documentazione prevista. Sempre l'Autorità, poi, dovrà individuare l'elenco dettagliato delle informazioni da trasmettere. In caso di mancato invio si applicherà una sanzione di 25.822 euro; in caso di invio di informazioni false, la sanzione arriverà fino a 51.545 euro.
In materia di bandi di gara, sempre dal Pd, arriva un'altra novità importante. Le stazioni appaltanti, con l'entrata in vigore delle nuove norme, potranno inserire negli avvisi e nei bandi il rispetto delle clausole dei protocolli di legalità come causa di esclusione dalla gara.

Sugli arbitrati, poi, è andata in porto una novità oggetto di una trattativa serrata. Secondo l'emendamento, «ai magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, agli avvocati e procuratori della Stato e ai componenti delle commissioni tributarie» è vietata la partecipazione ai collegi arbitrali e l'assunzione dell'incarico di arbitro unico. In caso di inottemperanza è stabilita la nullità degli atti compiuti.

Chiudono il cerchio una serie di novità relative alla pubblica amministrazione. Il responsabile del procedimento dovrà astenersi dall'adottare qualsiasi tipo di azione se si trova in una situazione di conflitto di interessi, «anche potenziale». E il dipendente pubblico, condannato per un reato contro la pubblica amministrazione, dovrà astenersi dal fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi.


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