Lavori Pubblici

Emendamenti relatori: compensabili anche i crediti di Enti pubblici nazionali

Giuseppe Latour

La norma in discussione presso la commissione Affari costituzionali del Senato.

Compensazione dei crediti estesa anche allo Stato e agli enti pubblici nazionali. Una nozione che escluderebbe grandi spa come Anas o Ferrovie, ma che include anche alcune stazioni appaltanti pubbliche, come gli enti previdenziali. È la novità proposta, nell'ambito della conversione del decreto sulla spending review, dai relatori Francesco Sanna (Pd) e Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) durante la discussione presso le commissioni Affari costituzionali e bilancio del Senato.

La novità agisce sulla norma (articolo 28 quater del decreto n. 602/1973) che fissa le regole per le compensazioni dei crediti, limitando la possibilità a quelli «maturati nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti». Questi possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. Una norma che appariva orientata soprattutto sui crediti sanitari. E che, con questa innovazione, potrebbe decisamente spostare il suo asse.

Secondo l'emendamento, ai soggetti attualmente previsti dalla legge si aggiugono anche lo Stato e gli enti pubblici nazionali. Per ottenere la compensazione il creditore dovrà acquisire la certificazione, per poi utilizzarla per il pagamento delle somme dovute a seguito dell'iscrizione a ruolo. Il testo abbassa il limite entro il quale l'amministrazione deve rispondere alla richiesta di certificazione da 60 a 30 giorni «dalla data di ricezione dell'istanza». L'amministrazione debitrice, una volta ricevuta la richiesta di compensazione, avrà a disposizione 60 giorni per rispondere, versando il denaro. Pena, la riscossione coattiva da parte degli esattori.
Infine, la modifica include di nuovo nel meccanismo della compensazione le regioni tagliate fuori perché impegnate in piani di rientro dall'extra-deficit sanitario. A questo punto resta solo da verificare se queste novità andranno in porto, e con quali modifiche. L'emendamento, infatti, deve ancora essere discusso e potrebbe essere rivisto nei prossimi giorni.


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