Lavori Pubblici

Certificati lavori e nodo Og 11: «Problema risolto a metà». Risoluzione in Parlamento: risolvere in fretta

Mauro Salerno

Verso l'approvazione del decreto legge Infrastrutture: operatori contro la scelta di escludere Og 11 e Os 18 dalla conversione automatica nelle nuove categorie. Ammorbiditi i requisiti per le verifiche triennali. Nelle specialistiche qualificazione «senza patentino». Approvata una risoluzione per semplificare la riattestazione presso le Soa dei certificati lavori

Bomba certificati lavori disinnescata solo a metà. La bozza di decreto legge messa a punto dal ministero delle Infrastrutture tra una serie di misure mirate al rilancio delle costruzioni (vedi anche l'articolo su tutte le altre misure del decreto ) contiene anche la strategia per scongiurare il rischio di blocco del mercato a causa delle cosiddette «categorie variate». Questione che si trascina ormai da un anno – con una proroga di sei mesi arrivata a fine 2011 – e che ha nell'8 giugno il suo «d-day».

Da quel giorno le imprese qualificate nelle categorie (Og11, Os2, Os7, Os8, Os12, Os18, Os21) dovranno dimostrare la qualificazione in base alle nuove regole del Dpr 207/2010, avendo prima rintracciato presso le amministrazioni i documenti relativi ai vecchi appalti, in modo da procedere all'aggiornamento dei certificati lavori.

Problema. non da poco. Tanto che oggi la commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera ha approvato una risoluzione che, nell'ambito della trattativa in atto per risolvere il problema dei certificati lavori e del regolamento appalti, sembra una spinta decisa alla soluzione ipotizzata dal ministero delle Infrastrutture, messa nero su bianco con la "proposta Passera". La mozione, testualmente, «impegna il Governo ad adottare ogni utile iniziativa volta ad impedire il paventato blocco del mercato degli appalti connesso al rilascio dei certificati lavori necessari alla riattestazione nelle nuove categorie variate». E, soprattutto, chiede «iniziative normative per introdurre, se del caso, soluzioni acceleratorie per il rilascio delle nuove attestazioni».

Secondo le stime più attendibili i certificati da riemettere sarebbero circa 25mila. Finora rinnovati soltanto nel 15% dei casi. Troppo poco per non rischiare il caos a giugno. Da qui la decisione di intervenire. Senza però concedere un'altra proroga. Piuttosto allineandosi alla posizione dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. La soluzione messa nero su bianco nella bozza di decreto prevede un regime semplificato che prevede una conversione di tipo automatico tra le vecchie e le nuove categorie. Con due eccezioni che riguardano le categorie Og11 (impianti tecnologici) e Os18 (componenti strutturali in acciaio e metallo).

Eccezione tutt'altro che marginale visto che buona parte dei certificati lavori da riemettere riguardano proprio la categoria degli impianti. L'Assistal, associazione che riunisce le imprese attive nel settore degli impianti tecnologici, conta circa 9.500 imprese. «Si può stimare che circa il 70% di queste – dice Giancarlo Ricciardi, vice-direttore dell'associazione – non sono riuscite a ottenere la riemissione dei certificati e dunque non saranno pronte per la scadenza dell'8 giugno. Se il decreto non cambierà saranno guai». Preoccupata per l'esclusione dell'Og11 dalla conversione automatica tra vecchie e nuove categorie è anche l'Ance che aveva formulato una proposta mirata a risolvere la questione chiamando in causa le Soa a fronte dell'inerzia delle amministrazioni. Il rischio è che alla fine la soluzione prospettata dal decreto sia risolutiva solo a metà. E che alla scadenza dell'8 giugno, per una buona fetta di costruttori e impiantisti la porta d'accesso a nuove commesse resti preclusa.

Questione Og 11. D'altra parte la bozza del decreto risolve un'altra delicatissima questione, sempre legata all'Og11. Si tratta dell'inasprimento dei requisiti di qualificazione delle aziende impiantiste che rischiava di tagliare fuori dal mercato centinaia di imprese. Il Dpr 207/2012 prevede l'innalzamento dal 100% al 180% dei requisiti necessari a dimostrare la capacità di eseguire questo tipo di lavorazioni. Il Ministero ora è pronto a fare un passo indietro. L'asticella torna al 100%, assecondando la richiesta delle imprese del settore.

Verifica triennale. Tra le agevolazioni previste dal decreto anche il raddoppio (dal 25 al 50%) della tolleranza rispetto ai requisiti di attrezzature e organico previsti dalla verifica triennale degli attestati Soa (documenti che consentono di partecipare agli appalti pubblici). Un ammorbidimento in chiave anti-crisi, spiega il Ministero, che, se confermato, rimarrà valido fino al 31 dicembre 2013.

Qualificazione senza patentino. Novità anche per i requisiti di qualificazione nelle categorie specialistiche, contraddistinte dall'acronimo Os. Per qualificarsi non servirà più dimostrare la presenza nell'organico dell'impresa di personale assunto con lavoro subordinato e dotato di patentino per la conduzione delle macchine. Il requisito andrà dimostrato soltanto al momento dell'esecuzione del contratto. Una modifica, caldeggiata dai costruttori, che consente alle imprese di partecipare alle gare e acquisire le commesse, eseguendo poi le specifiche lavorazioni con la formula del subappalto o dei cosiddetti «noleggi a caldo».

Progetti e tariffe. Nel decreto c'è anche la soluzione alle difficoltà nate dopo l'abrogazione dei minimi anche come punto di riferimento usato dalle stazioni appaltanti per affidare gli incarichi pubblici di progettazione. A fare da riferimento per le stazioni appaltanti saranno i parametri in corso di emanazione da parte del ministero della Giustizia per la liquidazione dei compensi giudiziari. Nel frattempo potranno continuare a essere utilizzate le tariffe. Una soluzione che supera di fatto le indicazioni basate sui costi storici avanzate dall'Autorità con la delibera 49/2012


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