Lavori Pubblici

Rinnovabili, il vademecum della Lombardia per realizzare gli impianti

Carmen Chierchia

La delibera 9/3298 delinea il nuovo assetto autorizzativo per gli impianti che producono energia da fonte rinnovabile: tre gli strumenti a disposizione degli operatori: autorizzazione unica, procedura semplificata, comunicazione di inizio lavori. prevista anche una clausola per scoraggiare il frazionamento artificioso degli interventi

Con la recente delibera n. 9/3298 del 18 aprile 2012 (recante Linee guida regionali per l'autorizzazione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili mediante recepimento della normativa nazionale in materia) la Regione Lombardia è tornata a legiferare in materia di energie rinnovabili.
Già nel 2009, con la Dgr 10622/2009 la Regione Lombardia aveva disciplinato la materia delle autorizzazioni per impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma a seguito dell'entrata in vigore delle Linee Guida nazionali contenute nel Dm 10 settembre 2010, la Regione la ritenuto di dover aggiornare le proprie previsioni adeguandole al nuovo assetto normativo.

La nuova delibera delinea il nuovo assetto autorizzativo per gli impianti che producono energia da fonte rinnovabile ed in particolare:

- detta le regole per il procedimento amministrativo volto al rilascio dell'autorizzazione unica e alla presentazione della comunicazione di inizio lavori e della procedura abilitativa semplificata (Pas);
- individua, con molto dettaglio e rinviando a dettagliate tabelle riepilogative, i casi in cui è possibile ricorrere ai tre strumenti autorizzativi;
- specifica le regole per il coordinamento tra il procedimento di autorizzazione unica e gli altri procedimenti amministrativi che portano al rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di tali impianti;
- elenca i criteri per l'individuazione delle aree non idonee per l'installazione degli impianti da fonti rinnovabili.

I tipi di procedure autorizzative. La Dgr 9/3298 del 2012 introduce nel territorio lombardo il triplice regime autorizzativo già previsto dal legislatore nazionale con le linee guida nazionali (Dm 10 settembre 2010) e con il Dlgs 28/2011, rivedendo ed aggiornando quanto già previsto dalla Dgr 10622/2009. Pertanto, a seconda del tipo e delle caratteristiche di ciascun impianto, gli sviluppatori dovranno ricorrere ad uno dei seguenti strumenti autorizzativi:
- autorizzazione unica di cui all'art. 12 comma 3 del D.Lgs. 387/2003 ;
- procedura abilitativa semplificata di cui all'art. 6 comma 1 del D.Lgs. 28/2011 ;
- comunicazione di inizio lavori per attività di edilizia libera di cui all'art. 6 del Dpr 380/2001 e al punto 12 delle Linee Guida Nazionali.

Occorre rilevare che la Regione Lombardia ha dato attuazione alla facoltà concessa dall'art. 6 comma 9 e comma 11 del Dlgs. 28/2011, estendendo le soglie di potenza per ricorrere agli strumenti autorizzativi della Pas e della comunicazione di inizio lavori. In particolare, la Dgr 9/3298 del 2012 ha esteso:
-fino alla soglia di potenza nominale di 1 MW elettrico il campo di applicazione della Pas;
- il regime della comunicazione di inizio lavori per attività in edilizia libera agli impianti fotovoltaici da installare sugli edifici e fabbricati, in relazione alla potenza ed alle caratteristiche degli impianti;
-ha esteso fino alla soglia di potenza nominale di 50 kW elettrici, il regime di Comunicazione di inizio lavori per attività in edilizia libera per le restanti categorie di impianti Fer, in relazione alle diverse tecnologie e fonti energetiche.

Il procedimento autorizzativo: regole generali. Il procedimento di autorizzazione unica cosi come regolato dalla Dgr 9/3298 del 2012 ricalca l'iter delineato dalle linee guida nazionali (si ricorda, in particolare, la previsione che il termine massimo per la conclusione del procedimento è fissato in 90 giorni).

Difatti, a seguito della presentazione dell'istanza di autorizzazione unica:
1) l'amministrazione procedente comunica l'avvio del procedimento al richiedente,
2) convoca la conferenza di servizi e trasmette il relativo avviso a tutte le amministrazioni interessate
3) entro 30 giorni dall'istanza l'amministrazione competente convoca la conferenza di servizi;
4) all'esito dei lavori della conferenza – ed in ogni caso, entro il termine di 90 giorni previsto per la sua conclusione – l'amministrazione procedente adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento, che sostituisce ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso necessario per la costruzione e gestione del progetto
5) l'autorizzazione unica è rilasciata con provvedimento adottato dal dirigente del settore competente dell'Amministrazione;
6) in caso di esito negativo, l'amministrazione seguirà le regole generali previste dalla legge 241/1990, inviando, quindi, un preavviso di rigetto al richiedente che potrà quindi replicare con proprie osservazioni contro la conclusione negativa della conferenza.

Il procedimento autorizzativo: alcune peculiarità. Inoltre, nell'ambito delle regole fissate dalla nuova Dgr in relazione al procedimento, si ricorda che:

- lo svolgimento del procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) o di esclusione dalla Via deve essere necessariamente precedente al procedimento di autorizzazione unica (si ricorda che le norme sull'impatto ambientale sono contenute in Lombardia nella Lr 5/2010). Inoltre, lo svolgimento del procedimento di Via non determina la decorrenza dei termini (di 90 giorni) del procedimento di autorizzazione unica;
- sempre in linea con la normativa nazionale, l'autorizzazione unica include l'autorizzazione alla costruzione sia dell'impianto che delle opere di connessione alla rete nazionale;
- la Dgr 9/3298 del 2012 individua le differenti competenze degli enti coinvolti dall'esame dei progetti, specificando quali sono gli enti competenti ad esprimere atti di consenso (Comune, Provincia e Regione) e le amministrazioni competenti ad esprimere valutazioni o pareri tecnici. Sono solo queste ultime, secondo il dettato della nuova normativa, che possono chiedere prima della conclusione della conferenza di servizi, integrazioni alla documentazione istruttoria anche se una sola volta;
- la Regione Lombardia fa salvo il diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata osservanza del termine di conclusione del procedimento.

Il procedimento autorizzativo: informatizzazione e trasparenz a. Di interesse è l'attenzione che il legislatore regionale pone sull'informatizzazione del procedimento e dello scambio di informazioni. Difatti, attraverso la società Cestec, il sistema Informativo Regionale Energia e Ambiente (Sirena, tramite la sezione specifica Fer) e gli obblighi informativi a carico di Provincie e Comuni, la Regione Lombardia intende agevolare lo scambio di informazioni e rendere pubbliche per finalità di trasparenza le istanze presentate per il rilascio delle autorizzazioni, le informazioni relativi alle soluzione di connessione alla rete di trasmissione nazionale, le autorizzazioni rilasciate.

In particolare, le Province (enti competenti al rilascio delle autorizzazioni uniche in virtù della Lr 23/2006) e i Comuni (destinatari delle comunicazioni di inizio lavori e competenti all'istruzione della procedura di Pas) sono tenuti a trasmettere due volte l'anno a Cestec le informazioni relative ai titoli abilitativi rilasciati o in corso di procedimento. Cestec, inoltre, riceverà i dati sulle richieste di connessione da parte dei gestori di rete ed è tenuta, quindi ad incrociare i dati ricevuti con quelli comunicati da Province e Comuni. Inoltre, la sezione Fer di Sirena rende pubblici i dati relativi a tali impianti. Infine, le Provincie ed i Comuni rendono disponibile sui propri siti internet i modelli delle istanze per la presentazione delle richieste di autorizzazione unica, l'elenco della documentazione tecnica da depositare a corredo dell'istanza, nonché – elemento potenzialmente molto utile - le informazioni riguardanti i vincoli territoriali ed ambientali presenti sul territorio.

Infine, la Regione Lombardia ha introdotto esplicitamente un criterio per evitare una frammentazione artificiosa di impianti fotovoltaici. Infatti, in caso di nuovo impianto, oggetto di autorizzazione unica posto a distanza inferiore o uguale a 500 metri rispetto ad uno autorizzato o esistente, si applica la somma delle potenze di picco di tali impianti e se tale valore è maggiore della soglia di 1 MW, il nuovo impianto formerà un unico impianto e sarà quindi assoggettato a Via. La distanza è misurata non tenendo conto delle eventuali separazioni quali strade, ferrovie, canali, corsi d'acqua e confini amministrativi.


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