Lavori Pubblici

Corte Ue: stop alle convenzioni senza gara tra università e amministrazioni

Mauro Salerno

Non si possono by-passare le gare: per l'avvocato generale il contratto è da considerare illegittimo perché «mirava ad eludere la normativa in materia di aggiudicazione di appalti». Freyrie (architetti): accolto in pieno il senso della nostra battaglia

No alle convenzioni tra Università e pubbliche amministrazioni mirate a by-passare le gare per l'affidamento degli incarichi di progettazione. Lo stop arriva dall'Unione europea ed è contenuto nelle conclusioni che l'avvocato generale della Corte di Giustizia Vertica Trstenjak ha raggiunto e consegnato nella causa che oppone ingegneri e architetti all'Azienda sanitaria locale di Lecce. Non si tratta ancora della sentenza definitiva che arriverà nelle prossime settimane, ma secondo prassi le decisioni della Corte non si discostano dalle conclusioni dell'avvocato generale che dunque rappresentano un'anticipazione affidabile del reale risultato della causa.

Motivo del contendere: la convenzione stipulata nel 2009 tra l'Asl di Lecce e l'Università del Salento nel 2009 per l'esecuzione «a titolo oneroso», sottolinea l'avvocato Ue, della valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture ospedaliere della Provincia di Lecce. Accordo contestato dagli ordini degli ingegneri e degli architetti, oltre che dalle società di architettura ingegneria rappresentato dall'Oice, in quanto assegnato senza gara, come invece prescritto dalle norme sugli appalti pubblici. Posizione condivisa dal Tar Lecce - che ha giudicato illegittimo l'affidamento senza gara. A chiamare in causa la Corte Ue è stato poi il Consiglio di Stato, sulla base del ricorso presentato dall'Asl.

Risultato? Nelle sue conclusioni (scarica qui il documento completo ) l'avvocato conferma che «le Università, nella qualità di operatori economici, possono partecipare anche a gare d'appalto». Ma conclude anche che rifiutando la difesa dell'Asl secondo cui il contratto in questione sarebbe stato assegnato senza gara perchè oggetto di «cooperazione tra autorità pubbliche, in quanto stipulato in vista del conseguimento di un obiettivo di interesse pubblico». Al contrario, spiega la nota ufficiale della Corte Ue, «si tratta piuttosto di un contratto avente ad oggetto servizi prestati verso compenso. Dal momento che la Asl Lecce, se avesse indetto una gara d'appalto per l'esecuzione dello studio, avrebbe potuto scegliere tra diversi potenziali concorrenti, l'Università è stata posta in una situazione privilegiata rispetto ai potenziali concorrenti». Conclusione? Per l'avvocato generale il contratto è da considerare illegittimo perché «mirava ad eludere la normativa in materia di aggiudicazione di appalti».

Ma l'avvocato si spinge oltre, fino a concludere che la direttiva Ue sugli appalti (2004/18/Ce) «non ammette una disciplina nazionale che consente di stipulare accordi scritti tra un'amministrazione aggiudicatrice e un'Università di diritto pubblico per lo studio e la valutazione della vulnerabilità sismica di strutture ospedaliere», a fronte di un corrispettivo «ove l'Università esecutrice possa rivestire la qualità di operatore economico».

Soddisfatti i progettisti. Il primo commento arriva dal presidente dell'ordine degli architetti, Leopoldo Freyrie. «Per prudenza bisogna attendere il responso della Corte - dice Freyrie -, ma è chiaro che le conclusioni dell'avvocato accolgono in pieno il senso della nostra battaglia. Se le Università vogliono stare sul mercato devono farlo come tutti gli altri operatori economici. Partecipando a gare trasparenti e dimostrando tutti i requisiti in termini di curriculum, fatturato e organico richiesti a tutti gli altri».


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