Lavori Pubblici

Certificati lavori, procedure semplificate. Requisiti ammorbiditi per la Og 11

Giuseppe Latour

Sostanzialmente accolata la soluzione prospettata dall'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici sulle categorie variate. Riemissione limitata a Og 11 e Os 18. Conversione "d'ufficio" negli altri casi

Il decreto allo studio del governo scioglie anche i nodi relativi al regolamento appalti. Creando anzitutto una procedura semplificata per la riemissione dei certificati lavori in quasi tutte le categorie variate, per facilitare la vita alle stazioni appaltanti. Ma, soprattutto, risolvendo il paradosso della Og 11: i suoi requisiti vengono ridimensionati dal 180% fino al 100%, come richiesto dalle imprese di settore.

La riemissione dei certificati. Il primo intervento riguarda l'emissione dei certificati lavori e punta a evitare il blocco che, a partire dal prossimo 8 giugno, si sarebbe creato. Da quella data, infatti, diverranno operative le nuove categorie del regolamento; le imprese dovranno allora richiedere i certificati di esecuzione lavori modificati alle stazioni appaltanti: 25mila documenti da emettere in tempi strettissimi. Un'opera titanica che il ministero vorrebbe ridimensionare.

La soluzione ipotizzata riprende, nella sostanza, quella suggerita dall'Autorità di vigilanza in una missiva dello scorso 15 marzo al dicastero di Porta Pia. E, citando la relazione tecnica che accompagna il provvedimento, «prevede un regime semplificato che limita la remissione dei certificati di esecuzione lavori alle sole categorie modificate Og 11 e Os 18, mentre per le altre prevede una conversione di tipo automatico tra le vecchie e le nuove categorie che consente l'utilizzo dei certificati lavori già emessi ad eccezione dei casi (da ritenersi residuali) in cui l'impresa abbia interesse a conseguire la qualificazione nella corrispondente categoria residuale prevista dal nuovo sistema di qualificazione». Quindi, per la Og 11 e la Os 18, vista la loro particolare complessità, si dovrà tornare dalla pubblica amministrazione. Per tutte le altre ci sarà una conversione "d'ufficio".

Il nodo Og 11. Il testo, poi, mette mano anche alla questione della Og11, la categoria relativa agli impianti tecnologici: i requisiti per ottenerla, con il regolamento, sono passati di colpo dal 100% al 180%. Un tetto che rischiava di tagliare le gambe a moltissime imprese. «Ai fini di apertura del mercato nel settore degli impianti, si propone un più agevole conseguimento della qualificazione nella nuova categoria Og 11». Quindi, si passa dal 180% complessivo fino al 100%, come richiesto a gran voce dalle imprese di settore.

Viene, però, limitata la cosiddetta assorbenza, la possiblità di partecipare a gare nelle singole categorie: «La fungibilità dell'Og 11 nei confronti delle tre specialistiche, attualmente riconosciuta per intero, è limitata, quanto alla classifica di importo spendibile in gara, alla quota di importo corrispondente alle predette percentuali minime». Quindi, si potrà partecipare considerando i tetti del 40-40-20, relativi alle singole categorie specialistiche. Anche su questo le imprese di settore avevano manifestato la propria disponibilità.

Infine, vengono chiarite due questioni tecniche, relative alla Og 11. I requisiti da possedere nelle specialistiche si intendono riferiti alla sola idoneità tecnica (lavori eseguiti nella categoria e lavori "di punta" eseguiti nella categoria) e non anche alla cifra d'affari, attrezzatura tecnica e costo del personale. Per qualificarsi nella Og 11, poi, non sarà possibile usare certificati lavori relativi alle singole categorie specialistiche, visto che il regolamento richiede un'esperienza «basata sull'esecuzione coordinata delle diverse singole tipologie di impianti».


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