Lavori Pubblici

Certificati lavori, decreto in settimana. Si allontana l'ipotesi della proroga

Mauro Salerno

Crocco (Infrastrutture): risolveremo anche il nodo relativo alla categoria Og 11. In settimana il decreto. Nessuna novità sul fronte performance bond

Si deciderà questa settimana la strategia per disinnescare la bomba della riemissione dei certificati lavori che agita i sonni di costruttori e società di attestazione. La scadenza dell'8 giugno – quando terminerà il periodo transitorio previsto dal regolamento appalti (il Dpr 207/2010) – si fa sempre più vicina e mette a rischio la continuità dei cantieri in cui sono impegnate le imprese attestate nelle cosiddette «categorie variate» (Og11, Os2, Os7, Os8, Os12, Os18, Os20, Os21).

Il rischio non riguarda solo l'impossibilità di acquisire nuovi lavori in assenza di attestazione secondo le nuove regole, ma anche – come temono le imprese – che qualche stazione appaltante, per tutelarsi, decida addirittura di fermare i cantieri assegnati sulla base della qualificazione nelle vecchie categorie.

Uno scenario che, dopo settimane di pressing di categorie e Autorità, il ministero delle Infrastrutture è intenzionato in tutti i modi a evitare. Lo ha detto a chiare lettere il direttore generale del Ministero, Domenico Crocco, intervenendo al convegno sui temi della qualificazione e della semplificazione organizzato da Unionsoa a Roma, lo scorso 15 maggio. «Conosciamo il problema e siamo impegnati per trovare una soluzione – ha spiegato Crocco –. Risolveremo sia la questione legata alla riemissione dei certificati lavori nelle categorie variate, sia il problema dell'Og11», categoria per la quale il regolamento inasprisce i requisiti di qualificazione mettendo a rischio la sopravvivenza di centinaia di aziende.
Insomma, sembra perdere quota l'idea di una nuova proroga della fase transitoria del decreto in favore di una soluzione immediata capace di sterilizzare, o quantomeno contenere, l'impatto sul mercato dell'entrata in vigore delle ultime parti del regolamento.

L'ipotesi cui si sta lavorando in queste ore è quella di inserire le nuove norme all'interno di un decreto sulla semplificazione già allo studio del ministero della Funzione pubblica. Inglobando anche la soluzione del nodo categorie, il provvedimento acquisterebbe la forma di un decreto interministeriale a doppia firma tra Funzione pubblica e Infrastrutture. Nessun dettaglio ulteriore è trapelato in questi giorni, anche se sono note le posizioni in campo sia dell'Autorità, schierata a favore di una soluzione immediata senza proroghe, sia dei costruttori che invece chiedono una proroga condizionata alla soluzione del problema, attraverso un coinvolgimento diretto delle Soa (si veda anche il grafico a destra).

Nessuna novità, invece, rispetto alla questione performance bond. L'8 giugno, con la fine del periodo transitorio, scatta anche l'obbligo di garantire il successo delle grandi opere (general contractor, appalti integrati oltre 75 milioni) attraverso la cosiddetta garanzia globale di esecuzione. Dal mondo delle assicurazioni e delle banche sono venuti segnali di allarme rispetto alla possibilità di offrire le garanzie richieste. Il rischio è che da giugno il mercato delle maxigare vada in stallo.


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