Lavori Pubblici

Osservatorio, offerte e contratto, con la «spending review» altre modifiche al Codice degli appalti

G.La.

Tra le misure con impatto sull'edilizia la scelta di rendere noti i dati sugli appalti gestiti dall'Autorità sui contratti pubblici e l'obbligo di aprire in seduta pubblica le offerte delle gare da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa

Non si fermano le modifiche al Codice appalti. Arriva sulla Gazzetta ufficiale n. 106 dell'8 maggio il decreto n. 52/2012 (scarica qui il testo ) che punta a razionalizzare la spesa pubblica, avviando la cosiddetta «spending review». E cambia, ancora una volta, il Dlgs 163/2006. Andando, tra le altre cose, a integrare le regole sull'Osservatorio dei contratti pubblici e rivedendo la disciplina dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

L'intervento più rilevante, inserito all'articolo 8 del Dl, prevede che per garantire la trasparenza nelle gare l'Osservatorio dei contratti pubblici dell'Autorità renda noti attraverso il proprio portale i dati relativi ai contenuti dei bandi, i verbali di gara, i soggetti invitati, l'importo di aggiudicazione, i nomi di affidatario e progettista. E, in un secondo momento, anche gli stati di avanzamento lavori e i dati relativi al collaudo. Per rendere ancora più efficace il monitoraggio, l'Osservatorio avrà il compito di comunicare queste novità al ministero dell'Economia con cadenza semestrale.

Una vera e propria modifica al Codice arriva con l'articolo 11 che deroga alla disciplina dei termini per la stipula del contratto, successiva all'aggiudicazione, «nel caso di acquisto effettuato attraverso il mercato elettronico della pubblica amministrazione».

L'articolo 12 va a incidere invece sul regolamento, prevedendo che, per gli appalti aggiudicati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la commissione di gara apra «in seduta pubblica i plichi contenenti le offerte». E, infine, l'articolo 13 prevede che le amministrazioni pubbliche, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, adottino misure per contenere i consumi di energia dei propri immobili. Facendo eventualmente ricorso ai contratti di servizio energia: uno schema attraverso il quale si affida la gestione dei propri consumi a una Esco.


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