Lavori Pubblici

Durc, valgono solo quelli rilasciati dalle casse edili abilitate

G.La.

Le Casse sono tenute «ad osservare il cosiddetto principio di reciprocità in base al quale, al fine di armonizzare le dichiarazioni di regolarità contributiva rilasciate dalle diverse Casse edili operanti sul territorio nazionale, si ha un reciproco riconoscimento dei versamenti operati presso ciascuna di esse»

Niente Durc dalle casse edili non abilitate e fuori dal perimetro della Cnce. Il ministero del Lavoro, con una circolare a firma del direttore della Dg Attività ispettiva, Paolo Pennesi, mette ancora una volta un punto sulla questione dei soggetti esterni al circuito della bilateralità che provano comunque a esercitare attività riconducibili al contratto nazionale di categoria. Stavolta si parla di documento unico di regolarità contributiva. E le conclusioni viaggiano nella linea già tracciata in passato dall'Esecutivo.

«Questa amministrazione – si legge nel testo – ritiene di dover ribadire ancora una volta i requisiti, già più volte evidenziati in passato, individuati dal legislatore ai fini della costituzione di un Ente bilaterale (quale la Cassa edile) legittimato allo svolgimento della attività certificativa». In questo senso, l'articolo 2 del Dlgs n. 276/2003 , ricorda Pennesi, fa riferimento agli organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative.

Essenziale soprattutto un requisito. Le Casse sono tenute «ad osservare il cosiddetto principio di reciprocità in base al quale, al fine di armonizzare le dichiarazioni di regolarità contributiva rilasciate dalle diverse Casse edili operanti sul territorio nazionale, si ha un reciproco riconoscimento dei versamenti operati presso ciascuna di esse».

Lo stesso Codice appalti, infatti, fa riferimento alla necessità che le Casse dialoghino tra di loro. Altrimenti, afferma il Dlgs n. 163/2006, non possono rilasciare dichiarazioni liberatorie di regolarità contributiva. Questo perché i dati relativi al Durc devono essere necessariamente condivisi in rete per essere utilizzabili.

Sulla base di questo ragionamento, si deduce che è essenziale essere emanazione delle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative per certificare la regolarità contributiva delle imprese. La conseguenza è che i soggetti che sono fuori dal circuito operativo della Commissione nazionale casse edili (Cnce) non possono rilasciare il Documento unico di regolarità contributiva. Quindi, «eventuali attestazioni di regolarità – conclude la circolare – devono considerarsi giuridicamente inefficaci a tutti gli effetti di legge».


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