Lavori Pubblici

Rating di legalità delle imprese nel Dl sulle commissioni bancarie

G.La.

Presso il ministero dell'Economia nasce un osservatorio sull'erogazione del credito e sulle relative condizioni da parte delle banche alla clientela, con particolare attenzione alle imprese medie e piccole.

La legge di conversione del decreto sulle commissioni bancarie (dl n. 29/2012) viene approvata dal Senato e passa alla Camera. E, strada facendo, il suo contenuto si fa più corposo: viene meglio definita la disciplina dell'osservatorio sul credito, con l'attribuzione di nuovi poteri ai prefetti, ma soprattutto viene completamente rivista la disciplina del rating di legalità per le imprese, inserita nel decreto liberalizzazioni. Sarà applicata solo alle imprese che fatturano più di due milioni di euro. Inoltre, i criteri con i quali il rating andrà a incidere sui finanziamenti pubblici e sull'accesso al credito privato dovranno essere puntualmente definiti con un decreto governativo entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge.

Partendo dalla questione del credito, con il decreto nasce presso il ministero dell'Economia e delle Finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, un osservatorio sull'erogazione del credito e sulle relative condizioni da parte delle banche alla clientela, con particolare attenzione alle imprese medie e piccole. L'osservatorio avrà il compito di monitorare l'attuazione di eventuali accordi e intese, ma anche di monitorare tassi, commissioni e altre condizioni accessorie.

Ogni sei mesi la nuova struttura elaborerà un "dossier del credito" nel quale sarà analizzata la situazione e saranno proposti cambiamenti e soluzioni a problemi. Un compito particolare sarà attribuito al prefetto, che avrà il potere si segnalare all'arbitro bancario, istituito dal testo unico di settore, specifiche problematiche relative «ad operazioni e servizi bancari e finanziari». L'arbitro si pronuncerà entro trenta giorni dalla segnalazione.

Con un'altra modifica, poi, si specifica meglio il concetto di rating di legalità, inserito nel decreto liberalizzazioni. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato dovrà elaborare il rating, ma solo per le imprese che raggiungano un fatturato di almeno due milioni di euro. Inoltre, si stabilisce che i criteri per questo giudizio dovranno essere contenuti in un regolamento da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge. Anche le modalità con le quali questo rating incide sull'accesso al credito e sui finanziamenti pubblici dovranno essere disciplinate puntualmente, attraverso un decreto del Ministero dell'Economia e dello Sviluppo economico, anche questo da emanare entro il termine di 90 giorni. Infine, si stabilisce che gli istituti di credito che non tengono conto del rating devono riferire alla Banca d'Italia sulle motivazioni della loro scelta.


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