Lavori Pubblici

Appalti, una guida per sopravvivere
alla riforma continua

Giorgio Santilli

Si capirà a fine maggio – con la conferma dell'entrata in vigore del nuovo regolamento generale del codice appalti l'8 giugno o, viceversa, con il suo rinvio – se l'attuale impianto normativo relativo ai contratti pubblici di lavori e di servizi di progettazione sia destinato a stabilizzarsi. Oppure l'infinita "tela di Penelope" – che continua da 18 anni e che nell'ultimo anno ha prodotto almeno una trentina di interventi di modifica, quasi sempre per decreto legge – sia destinata a rinnovarsi ancora a lungo, con pochi punti fermi per gli operatori.

Diversi sono gli indizi che i cambiamenti dei prossimi mesi saranno ancora importanti. Il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, ha già annunciato una legge delega che, prima dell'estate, dovrà contribuire soprattutto a rimettere ordine alle norme sul project financing e a rilanciare quello strumento che finora non è decollato. Numerosi i limiti e le carenze da sistemare per creare un quadro organico ed effettivamente incentivante per il capitale privato.

D'altra parte a Bruxelles è ormai in fase avanzata l'iter di approvazione delle nuove direttive sugli appalti pubblici e sulle concessioni che pure apporteranno interventi in profondità su numerosi istituti e nella stessa convinzione che sia ormai necessario favorire l'apporto di capitali privati.

La promessa (o la "minaccia", se si preferisce) di nuovi cambiamenti nel quadro normativo dei lavori pubblici conferma l'instabilità di quel quadro nel prossimo futuro ma non esimono nessuno dal fare i conti nel presente con le nuove norme entrate in vigore in questi mesi, dal decreto sviluppo di Tremonti del maggio 2011 (quello del tetto alle varianti e della drastica limitazione alle riserve) fino all'ultimo decreto fiscale di Monti. Per aiutare questo sforzo di "sopravvivenza" rilanciamo con il secondo dossier on line curato dalla redazione e mettiamo a disposizione nelle prossime settimane il servizio «Edilizia e Territorio risponde» che troverete sul nostro sito internet (clicca qui per scaricarlo , qui per acquistare )

Se le norme sulle procedure di gara con il tema della tassatività delle cause di esclusione e quelle sulla gestione del contratto e del contenzioso sono quelle che stanno creando più difficoltà interpretative, anche in relazione al periodo transitorio, non c'è aspetto che non sia stato toccato dalla "riforma spezzatino": dalla progettazione agli affidamenti sottosoglia, dalle procedure di approvazione delle grandi opere alle novità sul Durc, dagli incentivi alle piccole e medie imprese al nuovo contratto di disponibilità. Tutti aspetti su cui troverete articoli specifici nel dossier. Senza contare il tema del project financing cui abbiamo dedicato un articolo in questo lavoro e un intero dossier il mese scorso.

Se poi ci fosse bisogno di orientarsi sul complesso delle riforme, piccole e grandi, apportate in questi mesi, riproponiamo il tabellone aggiornato curato da Laura Savelli. Basterebbe quello, forse, per capire la difficoltà (e la frammentarietà) del cammino che abbiamo alle spalle e di quello che abbiamo davanti.


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