Lavori Pubblici

Ok definitivo al decreto fiscale:ecco le misure per le costruzioni

Giuseppe Latour

Tra le novità lo sblocco di un miliardo per l'edilizia sanitaria e l'introduzione di deroghe (soft) al patto di stabilità. I costruttorei restano però esclusi dal fondo creato ad hoc per servizi e forniture. Confermata l'introduzione della formula «pro solvendo» per la cessione dei crediti e la modifica all'articolo 38 del Codice che permette alle imprese che hanno rateizzato i debiti con l'Erario di non essere esclusi dalle gare

La legge di conversione del Dl di semplificazione fiscale (Dl n. 16/2012) chiude con l'ultimo via libera del Senato il suo percorso parlamentare. In tre letture le due Camere hanno portato diverse modifiche a un testo che, nella versione originaria, conteneva pochi aggiustamenti rilevanti per le costruzioni. E che adesso, invece, nella versione definitiva diventa decisamente più incisivo. Portando novità in materia di patto di stabilità, cessioni dei crediti, responsabilità per i debiti contributivi. Vediamo, punto per punto, quali sono le modifiche appena approvate.

Patto di stabilità. Nell'ultimo passaggio sono state introdotte alcune deroghe al patto di stabilità. Sul modello del patto regionale, i Comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto ai loro obiettivi possono cedere "spazi finanziari" attraverso una comunicazione al ministero dell'Economia entro il 30 giugno di ogni anno. In questo modo potranno liberare risorse da destinare all'abbattimento del debito e, quindi, al pagamento dei residui passivi delle imprese. A ciascun Comune virtuoso, infatti, viene attribuito un contributo pari agli spazi finanziari ceduti, entro il limite complessivo di 500 milioni di euro a livello nazionale. Il contributo in questione non viene conteggiato tra le entrate valide ai fini del patto di stabilità.
La cessione degli spazi verrà compensata nel biennio successivo con il miglioramento degli obiettivi del patto. Gli spazi finanziari liberati saranno utilizzati per sostenere i Comuni che, all'opposto, prevedono di conseguire un differenziale negativo rispetto ai loro obiettivi. Queste amministrazioni, poi, nel biennio successivo subiranno un peggioramento degli obiettivi del patto. Un meccanismo, sulla carta, efficace. Che, però, sembra scontare il limite di una disponibilità per i contributi piuttosto esigua se spalmata su tutto il territorio nazionale.

Cessioni anche "pro solvendo". La questione riguarda il decreto anticrisi 2008 (Dl 185/2008), che creò il meccanismo della cerficazione obbligatoria dei "crediti ceduti". Con l'articolo 9, comma 3-bis, per rendere più appetibili le operazioni di cessione del credito dalle imprese alle banche, si istituzionalizzava la certificazione dell'esistenza di un rapporto debitore/creditore da parte di regioni ed enti locali. In sostanza, dopo l'anticrisi 2008, su richiesta dell'impresa l'ente locale deve sempre certificare l'esistenza del credito entro 60 giorni. Con la certificazione ci si può, poi, recare in banca per ottenere denaro in anticipo.

Il Dl, su questo punto, opera una modifica a due facce. Da un lato dà un indubbio vantaggio alle costruzioni. Perché allarga l'obbligo di certificare anche in capo "alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali". Anche se dovrà arrivare un decreto "non regolamentare" del ministero dell'Economia e delle finanze a disciplinare i dettagli. Dall'altro lato, però, la modifica contiene un duro colpo. Perché introduce un collegamento, finora inesistente, tra le operazioni di certificazione e la cessione del credito "pro solvendo". In pratica, secondo queste nuove regole, le imprese non si libereranno dei loro crediti ma resteranno garanti delle inadempienze delle pubbliche amministrazioni nei confronti degli istituti. Uno schema, quello del "pro solvendo", che le banche preferiranno di certo al più rischioso "pro soluto".

Rateizzazione e Codice appalti.All'articolo 1 del decreto, già nella versione originale, è contenuta una novità che servirà a rendere più sopportabili i rapporti tra imprese e fisco. Viene modificato l'articolo 38 del Codice appalti, in materia di cause di esclusione. E si prevede che le violazioni fiscali siano considerate definitivamente accertate quando fanno riferimento «all'obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili». Per effetto di questa previsione, non vengono più considerati scaduti i debiti rateizzati con la pubblica amministrazione. E, quindi, le imprese che stanno pagando poco alla volta quanto devono all'erario non dovranno più subire la sanzione ulteriore dell'esclusione dalle gare.

Edilizia sanitaria. Sulla base dell'accordo tra Governo e Regioni dello scorso 21 dicembre arriva, attraverso un emendamento all'articolo 12 del decreto, un pacchetto di fondi per l'edilizia sanitaria. Ma non si tratta di stanziamenti nuovi. Saranno, infatti, semplicemente sbloccati 977,6 milioni di stanziamenti per le Regioni a statuto ordinario già istruiti con parere favorevole del ministero della Salute.

Un miliardo solo per servizi e forniture. Un duro colpo arriva con l'emendamento che mette un miliardo di euro a disposizione degli enti locali per il pagamento dei loro debiti nei confronti delle imprese. La norma, infatti, fa riferimento all'articolo 35 del decreto liberalizzazioni. Che, però, parla di crediti commerciali per l'acquisizione di servizi e forniture, senza nominare i lavori. Con l'attuale formulazione del decreto, in sostanza, i mille milioni in arrivo dal fondo speciale per la reiscrizione dei residui passivi saranno destinati a tutto meno che ai lavori pubblici. Già rispetto al decreto liberalizzazioni, infatti, era stata sollecitata una precisazione che allargasse la portata dell'articolo 35. Precisazione che, però, non è mai arrivata.

Responsabilità solidale e macchine da cantier e. Ancora, viene modificata la disciplina dell'obbligazione in solido per i versamenti delle ritenute sui redditi da lavoro e dell'Iva. La vecchia versione del Dl 223/2006 parlava di obbligazione condivisa tra appaltatore e subappaltatore. Adesso, per gli appalti di opere e servizi, si aggiunge la responsabilità del committente imprenditore, oltre all'appaltatore e al subappaltatore. Ma per un tempo massimo di due anni dalla cessazione dell'appalto. Infine, una novità legata al settore delle macchine da cantiere. Il ministro dell'Economia entro il 31 maggio 2012 regolerà con proprio decreto l'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità ai marchi apposti su gru mobili, gru a torre e, in generale, sulle altre attrezzature da cantiere.


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