Lavori Pubblici

Ciaccia: pronto il Dm su terre da scavo

Mau.S.

Questo decreto «consentirà una forte accelerazione nella realizzazione di importanti infrastrutture, in particolare dove siano presenti scavi in galleria. Il materiale da scavo se conforme alle norme del Codice dell'ambiente, non sarà più considerato come rifiuto e potrà essere riusato per la realizzazione di opere, come i rilevati stradali

Sarà firmato nei prossimi giorni dal ministro delle Infrastrutture e da quello dell'Ambiente, il decreto sull'utilizzo delle terre e rocce da scavo. Questo decreto «consentirà una forte accelerazione nella realizzazione di importanti infrastrutture, in particolare dove siano presenti scavi in galleria. Il materiale da scavo - spiega il dicastero guidato da Corrado Passera - se conforme alle norme del Codice dell'ambiente, non sarà più considerato come rifiuto e potrà essere riusato per la realizzazione di opere, come i rilevati stradali».

Finora considerare il materiale di scavo automaticamente come rifiuto «ha determinato forti rallentamenti nell'esecuzione delle opere, in quanto doveva essere previsto già nella
fase di scavo lo smaltimento in discarica del prodotto rimosso, con notevoli difficoltà nel reperimento di siti idonei». La nuova normativa, che attua la legge sulle liberalizzazioni,
«consentirà invece di ridurre i costi di questi materiali che essendo considerati come sottoprodotto potranno essere trasportati all'interno del cantiere e verso i siti di stoccaggio
con costi meno onerosi».

«Siamo impegnati come governo - afferma il viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia - a introdurre nuove normative tese ad accelerare la realizzazione di infrastrutture nel
rispetto della tutela dell'ambiente. In questo modo favoriamo crescita sostenibile e facilitiamo il lavoro di tante imprese. Riformare la normativa sul fronte delle infrastrutture e
sbloccare risorse per investimenti - aggiunge - significa costruire sviluppo e crescita nel breve oltre che nel medio e lungo periodo, e queste restano le nostre principali priorità».


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