Lavori Pubblici

Iva sull'invenduto, al Senato ok all'Odg che impegna il Governo

Giuseppe Latour

Avrebbe dovuto essere un emendamento al decreto semplificazioni, ma in fase di lavori parlamentari è diventato un ordine del giorno. La questione dell'Iva per le imprese di costruzione entra in un Odg approvato dal Senato, che impegna il governo ad affrontare il problema nei prossimi provvedimenti. Magari già a partire dal passaggio a Montecitorio del decreto di semplificazioni fiscali. Nel quale, a questo punto, la modifica dovrebbe rientrare senza problemi. Salvo sorprese.

L'Ordine del giorno, firmato dal senatore Giovanni Legnini (Pd), impegna l'esecutivo «ad assumere tempestivamente le opportune iniziative normative volte ad estendere l'assoggettamento ad Iva su opzione, alla locazione di fabbricati residenziali ed alla cessione degli stessi, effettuata oltre cinque anni dall'ultimazione dei lavori di costruzione o di recupero incisivo».

Il testo richiama esplicitamente l'art.57 del Dl liberalizzazioni, che è intervenuto sul regime Iva delle cessioni e locazioni di abitazioni, ma si è limitato agli alloggi sociali e alle abitazioni rientranti in piani di edilizia convenzionata. Una restrizione incomprensibile per le imprese, che ancora grida vendetta e che dovrebbe essere sanata mediante un nuovo intervento da parte del legislatore. Come peraltro auspicato anche da diversi membri dell'esecutivo nei giorni scorsi.
Nell'ambito della discussione del decreto semplificazioni fiscali, il governo è stato chiamato a valutare l'impatto sul gettito derivante dall'ampliamento delle previsioni del decreto liberalizzazioni. Modifiche che, secondo le imprese «sarebbero in grado di autofinanziarsi sia con le maggiori entrate garantite all'Erario (imposte dirette ed Iva), derivanti dall'effettuazione di tali operazioni, sia mediante l'effetto «moltiplicatore riferito all'avvio di nuovi investimenti».


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