Lavori Pubblici

Cessione crediti della Pa anche con il «pro solvendo»

G. La.

Il testo è stato approvato in prima lettura dal Senato, con due novità: la cessione «pro solvendo» in alternativa alla cessione «pro soluto» dei crediti della Pa e lo sblocco di un miliardo di pagamenti dei Comuni

La versione del decreto semplificazioni fiscali approdata da pochi minuti in Aula al Senato contiene due novità importanti per l'edilizia, inserite dalle commissioni Bilancio e Finanze durante i loro lavori di questa mattina. Si tratta della cessione "pro solvendo" in alternativa alla "pro soluto". E del miliardo di euro promesso per estinguere i debiti della Pa.

La prima novità è senza dubbio negativa. L'emendamento, preparato dai relatori, stabilisce che le imprese sono "garanti" dei debiti che regioni o enti locali hanno nei loro confronti e che vengono ceduti alle banche. In questo modo, la norma consente in alternativa alla cessione "pro soluto" (che esonera il cedente del credito da qualsiasi responsabilità rispetto alle eventuali inadempienze) la cessione "pro solvendo" (che fa diventare il cedente responsabile di eventuali inadempienze). Si tratta di un'alternativa molto svantaggiosa per le imprese, che era stata già duramente criticata dall'Ance.

Secondo un altro emendamento una quota delle risorse del fondo speciale per la reiscrizione dei residui passivi di parte corrente, pari a un miliardo di euro di euro, è assegnata agli enti locali per il pagamento dei crediti. A questo punto il decreto passa per l'approvazione definitiva alla Camera, dove comunque sono previste altre modifiche al testo.


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