Lavori Pubblici

Stop alle leggi regionali che rallentano le tutele statali sul paesaggio

G. La.

I vincoli paesaggistici sono di competenza esclusiva dello Stato: la Consulta dice «no» alla legge 10/2011 del Veneto che aveva fissato livelli di tutela inferiori a quelli nazionali per la costruzione delle torri Tange a Jesolo

La Corte costituzionale ribadisce la competenza esclusiva dello Stato in materia di vincoli paesaggistici. E' questo il contenuto della sentenza n. 66 del 23 marzo scorso con la quale la Consulta ha dichiarato illegittimo l'articolo 45 decies della legge del Veneto n. 10/2011. Secondo i giudici, questa norma introduce deroghe al regime vincolistico delle aree disciplinate dall'articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs n. 42/2004). Invece, in materia di vincoli paesaggistici, ai sensi dell'articolo 117 comma 2 lettera s) del Codice, la legislazione regionale può soltanto dettare norme che garantiscano livelli di tutela del paesaggio maggiori rispetto a quelli stabiliti dal legislatore nazionale. E non può invece, introdurre deroghe al ribasso. In dettaglio, l'articolo 142 elenca prima una serie di aree soggette a vincolo paesaggistico, a prescindere dall'intervento di un atto amministrativo. E poi prevede al secondo comma una serie di ipotesi di esclusione del vincolo stesso.

L'intervento della Corte costituzionale pone fine al contenzioso tra Comune di Jesolo e soprintendenza, in relazione alle torri approvate dall'amministrazione locale e contenute nel master plan del giapponese Kenzo Tange. Edifici da costruire entro la fascia di vincolo dei 300 metri dal mare, sul quale la soprintendenza ha immediatamente acceso i suoi fari. Adesso, senza il via libera paesaggistico, non si andrà da nessuna parte.


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