Lavori Pubblici

Patto stabilità, Sanzioni per i Comuni inadempienti

Giuseppe Latour

Pubblicato in «Gazzetta» il decreto Economia con le regole per comunicare al ministero se gli obiettivi del patto sono stati centrati o no

Arriva in Gazzetta ufficiale (n. 75 del 29 marzo 2012) il decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 9 marzo 2012. Contiene i dettagli per le comunicazioni che, ai sensi della legge di stabilità 2012, comuni e province sopra i 5mila abitanti devono inviare alla Ragioneria generale dello Stato entro il prossimo 31 marzo per attestare di aver centrato gli obiettivi del patto di stabilità. Chi non lo farà, sarà considerato inadempiente per il prossimo anno. Con tutte le limitazioni conseguenti previste dalla legge.
Il decreto, in dettaglio, fa riferimento alla legge di stabilità 2011, che prevede per le province e i comuni con popolazione sopra i 5mila abitanti l'obbligo di inviare, entro il 31 marzo 2012, al Ministero dell'Economia e alla Ragioneria generale dello Stato, una certificazione del saldo finanziario. Inoltre, ogni sei mesi devono trasmettere un prospetto che attesti i loro risultati di bilancio. Le amministrazioni che non trasmettono queste comunicazioni sono considerate inadempienti rispetto al patto di stabilità e verranno sanzionate nell'anno successivo a quello dell'inadempienza. Quelle che le trasmettono in ritardo, invece, avranno una sanzione ridotta: per l'anno successivo a quello dell'inadempienza non potranno procedere ad assunzioni di personale e non potranno attivare contratti di collaborazione e contratti di servizio per aggirare questa previsione.
Negli allegati del decreto viene inserito un prospetto, attraverso il quale le amministrazioni potranno effettuare le loro comunicazioni sul patto di stabilità al Mef per il 2011. Servirà una raccomandata, da inviare entro la fine di marzo. Nel documento dovranno essere indicate »le informazioni utili a valutare se il mancato raggiungimento dell'obiettivo è stato determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell'Unione europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente». Decorsi trenta giorni dal termine stabilito per l'approvazione del rendiconto di gestione, la certificazione non potrà essere rettificata.


© RIPRODUZIONE RISERVATA