Lavori Pubblici

Terre da scavo e commissioni bancarie, in G. U. le novità per l'edilizia

Giuseppe Latour

Le regole per il riutilizzo dei materiali «di riporto» e l'azzeramento delle commissioni bancarie solo per alcuni istituti di credito: ecco le novità dei due provvedimenti appena pubblicati

La Gazzetta ufficiale di sabato (n. 71 del 24 marzo 2012) porta un pacchetto di provvedimenti pesanti per l'edilizia. Oltre al decreto liberalizzazioni convertito (si veda articolo ), arriva il decreto ambiente convertito (scarica il testo ), che chiude con la definitiva pubblicazione il suo percorso, dopo le modifiche del Parlamento. E viene licenziato anche il decreto sulle commissioni bancarie (scarica il testo ), che cancella il pasticcio contenuto nell'articolo 27 bis del decreto liberalizzazioni.

Ma partiamo dal decreto ambiente. La novità per il mondo delle costruzioni riguardano i materiali «di riporto»: una serie di materiali non naturali che si trovano soprattutto nelle zone antropizzate al momento di uno scavo. Tipicamente, vengono estratti quando si lavora nelle aree industriali dismesse. Con le attuali definizioni del codice ambiente, i materiali di riporto dovevano essere rimossi dalla terra prima di far proseguire il lavoro, per essere trattati come rifiuti. Una regola di difficilissima applicazione che voleva dire il caos per alcuni cantieri.
La soluzione trovata con il decreto dice che i materiali di riporto vanno tendenzialmente considerati sottoprodotti se sussiste una serie di condizioni. Nella sostanza, possono essere riutilizzati nel sito dove sono stati scavati e non devono essere trattati come rifiuti, nel caso in cui il loro riutilizzo non porti alcuna conseguenza sulla salute umana. Quindi, se non sono inquinanti. Il decreto fissa questo paletto fino all'arrivo di un provvedimento attuativo, a firma dei ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture, che vada a regolamentare tutta la materia delle terre e rocce da scavo, come stabilito dal decreto liberalizzazioni.

Quanto al decreto sulle commissioni bancarie (dl n. 29/2012), la norma andrà a sanare l'anomalia creata dal maxiemendamento del Senato al decreto liberalizzazioni. Questo, infatti, con un colpo di spugna inatteso aveva cancellato, attraverso l'articolo 27 bis, tutte le commissioni bancarie per aperture di linee di credito. In pratica, le banche avrebbero dovuto fare un pezzo fondamentale del loro lavoro senza percepire un corrispettivo. Sono seguite proteste immediate e, mentre il decreto "Cresci Italia" avanzava in Parlamento, si era cercata una soluzione lampo al pasticcio.
Soluzione che è contenuta nel provvedimento pubblicato sabato. E che, peraltro, è già stata delineata dal relatore del decreto Semplificazioni alla Camera, Stefano Saglia. In sostanza, si restringe l'azzeramento delle commissioni bancarie ai soli istituti di credito che non si adegueranno alle future disposizioni in materia di trasparenza del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr). La sanzione, in questo modo, sarà limitata a pochissimi casi. Viene, inoltre, creato presso il ministero dell'Economia un osservatorio con il compito di vigilare proprio sul tema del credito alle pmi.


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