Lavori Pubblici

Sì all'inceneritore di Albano

La V Sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso proposto dal Co.ema , il Consorzio ecologico Massimetta, che dovrá realizzare il termovalorizzatore di Albano, dando così il via libera all'impianto. La sentenza ribalta la decisione del Tar, che aveva in precedenza 'stoppatò la realizzazione dell'impianto del cdr per la produzione di energia elettrica nel comune alle porte di Roma.

Il Consiglio di Stato rimette in discussione la sentenza del Tar, che aveva fatto pesanti rilievi legati all'autorizzazione concessa dalla precedente giunta regionale del Lazio, ritenendo invece sostanzialmente legittimo l'operato della Regione. Quest'ultima, dopo il parere negativo su un primo progetto, aveva sospeso in via di autotutela la Via negativa, esaminato l'aggiornamento e la controdeduzione istruttoria fatta dal Consorzio e concesso infine la firma alla Valutazione di impatto ambientale.


«Nel rendere il giudizio di valutazione di impatto ambientale - osserva il Consiglio di Stato - l'amministrazione esercita una amplissima discrezionalitá che non si esaurisce in un mero giudizio tecnico» ma «presenta al contempo profili particolarmente intensi di discrezionalitá amministrativa e istituzionale in relazione all'apprezzamento degli interessi pubblici e privati coinvolti». Il controllo del giudice amministrativo, ricorda il Consiglio di Stato, deve attenersi a verificare eventuali «vizi di legittimitá» e non sostituirsi all'amministrazione.

Ciò premesso il Consiglio di Stato sottolinea che «tutte le censure che contrastano il
contenuto del compendio delle valutazioni discrezionali poste a base del positivo provvedimento definitivo di Via sono inammissibili» e che l'associazione contro l'impianto e 8
comuni che avevano fatto ricorso contro la Via positiva, attaccano l'opportunitá delle scelte, tecniche e amministrative, «rimesse all'autoritá preposta alla cura di tutti gli interessi
pubblici e privati», sostituendo «alle contestate valutazioni, che non superano mai la soglia dell'abnormitá o della manifesta illogicitá, le proprie soluzioni».

Per il Consiglio di Stato non è vero che la Regione Lazio, concedendo il via libera, non ha considerato tutte le «criticitá» che inizialmente l'avevano portata a bocciarè il
progetto: «l'amministrazione - sottolinea il Consiglio di Stato - ha assodato la notevole riduzione della potenza della centrale traendone le debite conclusioni in relazione alle
diverse criticitá precedentemente riscontrate».


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