Lavori Pubblici

Acquedotto pugliese, la Consulta boccia la «ripubblicizzazione» di Vendola

Alessia Tripodi

Non si può regolare con legge regionale l'affidamento del Servizio idrico integrato. Accolto il ricorso del Governo: illegittime le norme che affidano la gestione del sistema idrico all'agenzia pubblica regionale Aqp - Fino al 2018 le competenze restano alla «vecchia» spa

Una legge regionale non può regolare l'affidamento della gestione del Servizio idrico integrato (Sii), che è materia di esclusiva competenza statale. Per questo motivo la Corte Costituzionale - in una decisione depositata ieri - ha dichiarato illegittimi l'articolo 2, comma 1, l'articolo 5 e l'articolo 9, comma 1, della legge della Regione Puglia n. 11/2011 , che istituisce l'Aqp (Azienda Acquedotto Pugliese, direttamente controllata dalla regione) e trasferisce a quest'ultima tutte le competenze già attribuite alla Acquedotto Pugliese Spa. Viene così accolto il ricorso presentato nell'agosto 2011 dal Governo Berlusconi contro la norma fortemente voluta dal Presidente della Puglia Nichi Vendola dopo gli esiti del referendum sull'acqua.

Secondo quanto stabilito dalla Consulta, l'articolo 2, comma 1 («Principi e criteri per la gestione delle risorse idriche») e l'articolo 5 («Costituzione dell'azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese Aqp») della legge regionale 11/2011 violano l'art. 117 della Costituzione, in quanto «la disciplina dell'affidamento della gestione del Sii attiene - si legge nel testo - alle materie tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente, riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato». La normativa statale, infatti, non consente a una legge regionale di individuare direttamente il soggetto a cui affidare la gestione dell'acqua, né di stabilire i requisiti di tali soggetti. Per quel che riguarda, in particolare, l'articolo 5, la decisione della Corte evidenzia che «l'articolo, pur non incidendo formalmente sulla normativa statale e pur non provocando l'estinzione della s.p.a Acquedotto pugliese, finisce per privare di qualsiasi funzione la s.p.a.». e «quindi - si legge ancora - finisce per svuotare di qualsiasi efficacia il decreto legislativo n. 141 del 1999 , riconducibile alle materie tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente e dell'ecosistema».

Secondo quanto stabilito dal dlgs 141/99 (con il quale avvenne la trasformazione dell'allora Ente autonomo Acquedotto Pugliese in Società per azion i), il servizio idrico resta di competenza della spa fino al 31 dicembre 2018: archiviata l'Aqp, dunque, fino a quella data la gestione dell'acquedotto più grande d'Europa tornerà alla «vecchia» società.
Illegittimo secondo la Corte anche l'articolo 9, comma 1 della legge regionale («Il personale in servizio»), in quanto - spiega la sentenza - il passaggio automatico dei dipendenti dalla vecchia società all'azienda pubblica viola il principio della selezione del personale per concorso nel comparto pubblico.

La decisione della Consulta dichiara inoltre «cessata» la materia del contendere sulla questione di legittimità costituzionale dell'articolo 5, comma 6, lettera «g» della legge regionale pugliese n. 9 del 30 maggio 2011 ("Istituzione dell'Autorità idrica pugliese") , sollevata sempre dal Governo con un altro ricorso del 2011: secondo tale comma il direttore generale dell'Autorità idrica «predispone lo schema di convenzione diretto a regolare i rapporti tra l'Autorità e il gestore del servizio idrico integrato, da sottoporre all'approvazione del Consiglio direttivo».

«Nonostante la sentenza della Corte, resta il fatto che il dibattito di questi mesi sulla gestione dell'acquedotto ha introdotto elementi di assoluta novità, che bisognerebbe valorizzare con un intervento legislativo del Parlamento nazionale » ha dichiarato l'assessore alle Opere pubbliche della regione Puglia, Fabiano Amati, spiegando che «comunque almeno fino al 2018 la gestione del servizio idrico in Puglia sarà saldamente in mani pubbliche, con un'azienda completamente detenuta dalla regione e che continua a conseguire, tra l'altro, ottimi risultati».


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