Lavori Pubblici

Serre fotovoltaiche, la Puglia stringe le maglie per autorizzare i progetti

Giovanna Landi

Nella circolare numero 1/2012 procedure e requisiti per realizzare i nuovi progetti. Le serre fotovoltaiche devono innanzitutto essere strumentali ad un effettivo progetto agronomico fondato sul miglioramento delle colture e la conformità con la pianificazione regionale. I progetti esecutivi dovranno prevedere specifici livelli di ombreggiamento e una percentuale di copertura massima del 25%

La Regione Puglia ha approvato, con Dgr n. 107 del 23 gennaio 2012, la Circolare n. 1/2012 che definisce, integrando la precedente Circolare n. 2/2011, alcune regole procedurali e sostanziali per la realizzazione di serre fotovoltaiche, ossia quelle serre che hanno coperture costituite da pannelli fotovoltaici (scarica il testo qui ). Scopo principale della nuova circolare è, in sostanza, che tali serre vengano realizzate da imprenditori agricoli capaci di sviluppare progetti agronomici di qualità e compatibili con il piano di sviluppo rurale regionale (Psr - Programma di Sviluppo Rurale della Puglia 2007-2013).

Per fare ciò, la circolare conferma e precisa che lo sviluppo di nuove serre fotovoltaiche (ovvero la trasformazione di quelle tradizionali esistenti) deve essere sottoposto al parere dell'ufficio provinciale del Servizio Agricoltura territorialmente competente. Tale autorità ha, infatti, il compito di accertare che la serra garantisca produzioni agricole compatibili con le linee programmatiche del Psr e di verificare altresì che la superficie sottostante la copertura sia idonea a sviluppare una «capacità agricola superiore, a parità di condizioni, a quella del campo aperto». Tale parere di idoneità, rilasciato sulla base di una relazione agronomica i cui contenuti minimi sono elencati nella stessa Circolare, dovrà valutare anche gli sbocchi commerciali delle produzioni agricole previste, la disponibilità della risorsa agricola e i relativi gli impatti socio-economici.

La Regione Puglia ha inteso, con questa circolare, mettere l'accento sul fatto che le serre fotovoltaiche devono innanzitutto essere strumentali ad un effettivo progetto agronomico fondato sul miglioramento delle colture e la conformità con la pianificazione regionale. Tale specifica attenzione è dovuta al fatto che, nel corso di questi anni, a causa di un quadro normativo nazionale particolarmente carente e lacunoso, molti progetti serricoli sono stati sviluppati con l'unico intento di costruire nuovi impianti fotovoltaici che potessero beneficiare delle tariffe più elevate ai sensi del Conto Energia, come meglio specificato di seguito.

Requisiti e controlli sui progetti
Riprendendo l'esame testuale della circolare, si rileva innanzitutto che i progetti di nuove serre fotovoltaiche possono essere presentati solamente da imprenditori agricoli (come qualificati dall'art. 2135 C.C.), ovvero società agricole con quote detenute al 60% dagli stessi.
Oltre a tale limite soggettivo, la circolare introduce alcune prescrizioni tecnico-economiche da rispettarsi in sede di progetto esecutivo. Esse riguardano principalmente il livello di ombreggiamento e la percentuale di copertura di pannelli fotovoltaici rispetto all'area totale della struttura (pari ad un massimo del 25%, salvo casi particolari in cui si può arrivare fino al 50%) e risultano essere più restrittive rispetto alle - poche - previste a livello nazionale.
Le nuove serre fotovoltaiche saranno inoltre oggetto di controlli a campione per verificare la loro effettiva destinazione agricola. La Circolare non specifica quali siano le autorità preposte a tali controlli ma richiede solo che, nel caso di dismissione dei pannelli prima dei 20 anni (ossia il periodo di accesso agli incentivi), deve esserne data comunicazione al competente Servizio Agricoltura.

Le serre fotovoltaiche e gli incentivi del Conto Energia
Come detto, la nuova Circolare pugliese è il caso più recente di provvedimenti locali introdotti per regolamentare il crescente sviluppo di impianti fotovoltaici realizzati su edifici rurali e serre, a fronte del vuoto normativo nazionale.
A partire dal 2007, infatti, il cosiddetto Secondo Conto Energia (Dm 19 febbraio 2007) introducendo la categoria di impianti fotovoltaici parzialmente o totalmente integrati su edifici, fabbricati o coperture (ivi inclusi quelli i cui moduli sostituivano le coperture trasparenti delle serre), ammetteva la stessa alla tariffa più elevata (ora leggermente ridotta) rispetto agli impianti su suolo. Successivamente, le Linee Guida operative del Gse (il Gestore dei Servizi Energetici, ente nazionale preposto al riconoscimento delle tariffe) precisavano che, ai fini dell'ottenimento della tariffa, le serre con coperture fotovoltaiche dovevano essere destinate ad attività agro-floro-vivaicole per tutta la durata (20 anni) dell'erogazione delle tariffe. Nonostante il chiaro intento della previsione, però, in concreto la stessa (poi confermata dal Terzo Conto Energia di cui al Dm 6 agosto 2010) risultava di difficile definizione, con riferimento sia a problematiche pratiche agronomiche legate, ad esempio, a come poter dimostrare una produzione agricola continuativa ventennale, sia a problematiche giuridiche in merito all'autorità preposta ai controlli, alle relative sanzioni in caso di inadempimento e così via.
Più di recente, nell'ambito del Terzo e soprattutto del Quarto Conto Energia (Dm 5 maggio 2011), sono state introdotte alcune condizioni strutturali che le serre fotovoltaiche devono rispettare (con particolare riferimento al rapporto tra la proiezione al suolo della superficie dei pannelli installati e quella totale della superficie della serra stessa) per essere ammesse alle tariffe incentivanti.
Vale la pena brevemente citare anche l'art. 65 del Dl n. 1 del 24 gennaio 2012 (attualmente in fase di conversione) il quale contiene, oltre ad un incremento della tariffa riconosciuta a simili impianti, altre previsioni in merito ai rapporti di copertura. Tale disposizione non risulta però al momento essere confermata nella bozza di legge di conversione, ancora in discussione alle Camere.

Conclusioni
Dalle previsioni nazionali la Regione Puglia - come già molte altre Regioni hanno fatto in questi anni - trae le mosse per dettare regole specifiche per lo sviluppo di serre fotovoltaiche nel proprio territorio. Vale la pena a tale riguardo ricordare anche che le previsioni dei vari Conti Energia sono andate ad innestarsi all'interno di discipline urbanistiche regionali molto variegate, sia per quanto riguarda la definizione di impianti terricoli che per quel che concerne il loro iter autorizzativo, tuttora diverso in ciascuna Regione.
L'autorizzazione di nuove serre, dunque, spesso deve seguire una procedura separata rispetto a quella necessaria per l'installazione dei pannelli fotovoltaici sulle coperture, così come anche quella relativa alla linea di interconnessione. Tutto ciò ha creato nel corso di questi anni incertezze e tempi di attesa lunghi, con sostanziali differenze tra discipline regionali.
Molto utile, dunque, la nuova Circolare pugliese, che però avrebbe aiutato ancora di più se avesse specificato anche, ad esempio, i termini entro cui il Servizio Agricoltura dovrà rilasciare questo parere e come lo stesso dovrà inserirsi nell'ambito delle autorizzazioni ambientali ed edilizie. Sarà dunque interessante vedere nella pratica come la stessa sarà applicata.


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