Lavori Pubblici

Lavori pubblici, niente rivalutazione per i lavori a prezzo chiuso

Giuseppe Latour

Secondo le rilevazioni Istat citate dal decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta lo scostamento in punti percentuali è stato pari appena allo 0,7 per cento. Dunque, «non si sono verificati scostamenti superiori al 2 per cento tra il tasso di inflazione reale e il tasso di inflazione programmato»

Nessun aumento per i lavori «a prezzo chiuso». Il tasso di inflazione reale nel corso del 2011, infatti, non ha superato quello programmato del 2 per cento. Lo ha stabilito il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 27 febbraio 2012 , pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 58 del 9 marzo, a firma del viceministro Mario Ciaccia.

Il decreto viene emanato annualmente dal ministero di Porta Pia in applicazione dell'articolo 133, comma 3 del Codice Appalti. Il Dlgs 163/2006 stabilisce che per «i lavori pubblici affidati dalle stazioni appaltanti si applichi il prezzo chiuso aumentato di una percentuale da applicarsi, nel caso in cui la differenza tra il tasso di inflazione reale e il tasso di inflazione programmato nell'anno precedente sia superiore al 2 per cento, all'importo dei lavori ancora da eseguire per ogni anno intero previsto per l'ultimazione dei lavori stessi». Quindi, in caso di scostamento oltre il due per cento dell'inflazione vengono rivalutati i lavori ancora da eseguire.

Per il 2011, secondo le rilevazioni Istat citate dal decreto, lo scostamento in punti percentuali è stato pari appena allo 0,7 per cento. Per questo, il decreto conclude che «non si sono verificati scostamenti superiori al 2 per cento tra il tasso di inflazione reale e il tasso di inflazione programmato». Quindi, non ci sarà bisogno di alcuna rivalutazione.


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