Lavori Pubblici

Dl semplificazioni: Durc e certificati antimafia «a cura» della Pa

Giuseppe Latour

Il passaggio alla Camera della legge di conversione del decreto semplificazioni porta due sgravi importanti per le imprese di costruzioni,: Durc e certrificati antimafia dovrannoe ssere acquisiti d'ufficio dalle pubbliche amministrazioni. Passo indietro in materia di semplificazione dei controlli, che non riguarderà la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Durc e certificati antimafia saranno acquisiti d'ufficio. Il passaggio alla Camera della legge di conversione del decreto semplificazioni porta due sgravi importanti per le imprese di costruzioni, che si vedranno sostituire completamente dalle pubbliche amministrazioni in questi due fastidiosi adempimenti. Per il resto, il testo in uscita da Montecitorio si segnala soprattutto per il passo indietro in materia di semplificazione della materia dei controlli, che non riguarderà la sicurezza sui luoghi di lavoro. Attorno a questo, una serie di modifiche di dettaglio: parcheggi pertinenziali, impianti termici, controversie di lavoro. Tra i correlati (scarica ) il testo del decreto legge 5/2012 coordinato con le modifiche apportate nel passaggio a Montecitorio.

Durc e antimafia
La novità più importante arriva in materia di documento unico di regolarità contributiva. Secondo la nuova norma, «nell'ambito dei lavori pubblici e privati nell'edilizia» le Pa dovranno acquisire d'ufficio il documento, senza andare a chiederlo alle imprese. Una facilitazione importante che apre, però, molte domande sulle capacità effettive del sistema informatico di Inps, Inail e Casse edili nell'affrontare il carico di lavoro che ne deriverà. In pratica, le amministrazioni dovranno sempre verificare la regolarità contributiva di tutte le imprese che incrociano. Stesso spirito per l'altra novità importante della legge di conversione, arrivata grazie a una proposta del Partito democratico: le Pa dovranno acquisire d'ufficio le certificazioni antimafia relative alle imprese e non saranno più queste a doverle richiedere. «Abbiamo introdotto un sistema di utocertificazione che è sempre uno snellimento di adempimenti burocratici», spiega il relatore del provvedimento, Stefano Saglia.


Sicurezza sul lavoro

Viene, rispetto alla prima versione, molto ammorbidita la norma sui controlli alle imprese. Nella prima stesura, infatti, si parlava di possibile eliminazione, attraverso futuri regolamenti, dei controlli sulle imprese «in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualità Uni En Iso-9001». Adesso si parla di semplice «razionalizzazione», legata ai sistema di gestione della qualità in genere. Nello stesso spirito, il testo unico sulla sicurezza (Dlgs n. 81/2008) non rientrerà tra le materie i cui controlli saranno oggetti di semplificazione. Viene, infatti, introdotta un'esclusione totale di tutte le regole sulla «salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro». Una novità che è stata frutto di un lungo dibattito, a sentire Saglia: «Sul tema si è dibattutto molto in commissione, si tratta di un argomento molto sensibile. La semplificazione, in questo caso, sarebbe stata utile anche a prevenire la corruzione dei funzionari preposti ai controlli».

Controversie di lavoro
Novità anche per l'obbligazione solidale tra imprenditore e appaltatore per i trattamenti retributivi dei dipendenti. In sede di prima difesa il committente-'imprenditore potrà eccepire la «preventiva escussione» del patrimonio dell'appaltatore che, quindi, sarà responsabile per primo. Solo nel caso in cui il suo patrimonio non possa far fronte ai debiti, il giudice potrà rivolgersi all'imprenditore committente per un'azione esecutiva.


Altre modifiche
Qualche aggiustamento, più che altro formale, arriva in materia di impianti. In questo caso viene meglio specificato che nella nuova comunicazione unica sono compresi tutti gli impianti termici «rientranti nell'ambito di applicazione» del Dm n. 37/2008. Mentre più di sostanza è il cambiamento portato alla norma sui parcheggi pertinenziali. In questo caso salta, infatti, il divieto assoluto di vendere separatamente i parcheggi realizzati da imprese o consorzi di proprietari su aree comunali cedute in diritto di superficie: era l'unica eccezione specifica prevista dalla prima versione del testo. Adesso a questa regola si potrà derogare, secondo due emendamenti simili a firma Pdl e Pd, nel caso in cui ci sia una «espressa previsione contenuta nella convenzione stipulata con il Comune, ovvero quando quest'ultimo abbia autorizzato la cessione». Convenzione preventiva e autorizzazione postuma, insomma, consentiranno di fare eccezione alla regola generale. Infine, nell'ambito dei piani nazionali di edilizia scolastica viene esplicitamente prevista la possibilità di promuovere «contratti di partenariato pubblico privato» come disciplinati dal Codice degli appalti.


Le prospettive

A questo punto, portato a casa il risultato di un passaggio molto rapido, il testo approda al Senato senza particolare fretta. Il termine per la conversione, infatti, scade il nove aprile. Tanto che dal Governo fanno sapere di essere pronti a un «esame approfondito» del decreto anche a Palazzo Madama. Altre novità, allora, sembrano destinate ad arrivare: un nuovo passaggio a Montecitorio, per la terza lettura, è praticamente sicuro.


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