Lavori Pubblici

Dalla trattativa privata al fotovoltaico: le novità del Dl liberalizzazioni

Giuseppe Latour

Il testo licenziato dal Senato coordinato con le modifiche apportate dal maxi-emendamento del Governo

Marcia indietro sulle soglie del Codice appalti. Il cambiamento più importante e inatteso della legge di conversione del decreto liberalizzazioni arriva con un emendamento firmato in commissione Industria dal Partito democratico e poi recepito nel maxiemendamento del governo. Una sola riga per una piccola rivoluzione: si torna al passato sulle soglie della trattativa privata. La modifica, infatti, cancella molti dei cambiamenti assestati lo scorso maggio dal decreto sviluppo (dl n. 70/2011).

Nel nuovo decreto confluiscono anche diverse precisazioni: sul tribunale delle imprese, sul fotovoltaico, sul project financig delle carceri, sui project bond e sulle terre e rocce da scavo. E arrivano due norme pesanti: il potenziamento del ruolo di Invitalia negli appalti relativi alle aree sottoutilizzate e la cancellazione delle commissioni a favore delle banche per l'apertura di linee di credito. A questo punto il testo ha assunto la sua forma definitiva; improbabile che si proceda a nuove modifiche nella seconda lettura, visti i tempi molto stretti. Qualche ritocco alle materie emendate dal decreto liberalizzazioni, invece, potrebbe trovare spazio nel decreto semplificazioni, in arrivo la prossima settimana in Aula a Montecitorio.

Le soglie
Sulle soglie, con un intervento chirurgico si rimuovono diverse norme di revisione del Codice appalti. Il risultato è che cambia la soglia per la procedura negoziata: da un milione di euro ridiventa di 500mila euro. Entro quel limite sarà necessario rivolgere un invito ad almeno cinque soggetti. A cascata, poi, vengono ritoccate diverse altre procedure. Si riduce l'applicabilità della trattativa privata senza pubblicazione di bando a seguito di gara deserta: torna il limite massimo di un milione di euro. Sopra quella cifra bisognerà rifare tutto da capo. Modifica simile per la procedura negoziata con bando. Ancora, scende a un milione (da 1,5 milioni di euro) la soglia per la procedura ristretta semplificata. E viene abbassato a 500mila euro (da un milione) il limite per la trattativa privata nei contratti relativi a beni culturali.

Project bond e Pf
Per il resto, si segnalano diversi aggiustamenti rispetto alla prima versione. Viene ampliato il numero dei soggetti che possono accedere allo strumento dei project bond, includendo le imprese che lavorano a infrastrutture di gas ed elettricità, e viene precisato che anche le società di scopo già costituite potranno usarli. Per la finanza di progetto sulle opere carcerarie si specifica che il coinvolgimento delle fondazioni bancarie è una facoltà e non un obbligo. Sempre in tema di pf si precisa che le cessioni di immobili ai fini della valorizzazione devono essere individuate dalla stazione appaltante già nello studio di fattibilità e non in corsa, come già avvenuto in diverse occasioni.

Commissioni bancarie

In tema di finanza di progetto e di opere realizzate con denaro privato, la bomba si nasconde nelle pieghe delle liberalizzazioni in materia di banche. L'articolo 27 bis, infatti, cancella la possibilità per gli istituti di credito di inserire nei contratti clausole con le quali incassare commissioni a fronte della concessione di linee di credito. Un modo per incentivare imprese e cittadini a chiedere prestiti, ma anche un colpo durissimo per il sistema bancario. Che si è già ribellato, chiedendo la cancellazione delle norma nel passaggio alla Camera.

Professioni

In tema di ordini, salta l'obbligo di preventivo per i professionisti: adesso dovranno concordare solo un preventivo "di massima" e senza nessuna sanzione in caso di inadempimento. Arriva, invece, il compenso per i tirocinanti, che saranno però pagati solo dopo sei mesi e solo in via forfettaria. E vengono regolate le società di professioni. Per il socio finanziatore ci sarà il limite massimo di un terzo dei voti in fase di deliberazione.

Impianti fotovoltaici
Lascerà le imprese con l'amaro in bocca, invece, il cambiamento in tema di impianti solari fotovoltaici. Nella prima versione del testo potevano ancora accedere agli incentivi coloro che avevano richiesto il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto, a condizione di mandare in esercizio l'impianto entro un anno. Una norma che aveva tagliato le gambe a molti. Adesso si sceglie una soluzione salomonica. Si dà più tempo per chiedere il titolo abilitativo, spostando il termine alla data di entrata in vigore della legge di conversione, ma si accorcia lo spazio per la messa in esercizio: scende a sei mesi.


Più spazio a Invitalia sugli ex Fas
All'articolo 55, poi, arriva un altro cambiamento inatteso. Le amministrazioni centrali per gli interventi in aree sottoutilizzate potranno affidarsi ad apposite convenzioni con Invitalia per l'esercizio delle attività economiche, finanziarie e di progettazione. Si precisa, infine, l'estensione della disciplina del tribunale delle imprese: lavori, servizi e forniture accederanno alle sezioni speciali solo se sopra la soglia comunitaria. In caso di raggruppamenti temporanei basterà che una sola impresa possa accedere al tribunale per dare diritto all'intera Ati.


Nuovi termini per l'Autorità dei trasporti
Viene anche fissato un calendario più preciso per l'Autorità di regolazione dei trasporti: dovrà avere una sede entro il 30 aprile 2012 e un Collegio regolarmente nominato entro il 31 maggio 2012. Mentre, in materia di codice Ambiente, si dice che, nel decreto che regolamenterà entro 60 giorni le terre e rocce da scavo, un capitolo specifico sarà dedicato al tema dei rifiuti e dei sottoprodotti. Un passaggio fondamentale per la vita quotidiana delle imprese di costruzioni.


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