Lavori Pubblici

Palazzo Spada: con procedure standard ok ai progettisti junior in area sismica

Mauro Salerno

Con la sentenza n. 00686/2012 il Consiglio di Stato pronuncia una parola decisiva sull'annosa querelle relativa alle competenze dei tecnici con laurea triennale. Anche in zona sismica si possano realizzare «costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate»

Architetti e ingegneri juniores possono progettare in zona sismica. Parola di Palazzo Spada. Con la sentenza n. 00686/2012 il Consiglio di Stato pronuncia forse una parola decisiva sull'annosa querelle relativa alle competenze dei tecnici con laurea triennale iscritti alle sezioni B dei rispettivi albi. Oggetto del contendere: il progetto di un fabbricato di 4.100 mc, con due livelli fuori terra, firmato da un ingegnere junior in provincia di Reggio Calabria, cui la Regione (e poi il Tar) aveva negato l'autorizzazione.

Motivo? Secondo i giudici amministrativi di primo grado la progettazione di costruzioni in zona sismica implicherebbe sempre l'applicazione di metodologie e normative complesse, esulando dunque dalle competenze che il Dpr 328/2001 assegna ai tecnici con laurea triennale e relative alla «progettazione di costruzioni civili semplici con l'uso di metodologie standardizzate» (articolo 16 per gli architetti, articolo 46 per gli ingegneri ).

Un'interpretazione ribaltata dal Consiglio di Stato. Secondo i giudici di Palazzo Spada «nessun dato preclusivo si rinviene espressamente nella legge all'esercizio di attività da parte degli ingegneri e degli architetti juniores, con riferimento a opere da progettarsi e costruirsi» in area sismica. Preclusione che invece il Consiglio di Stato vede per i geometri, esclusi dalla possibilità di progettare in queste aree in quanto sarebbe escluso che una costruzione in zona sismica possa «farsi rientrare nella nozione di "modeste costruzioni civili" per le quali sono abilitati alla progettazione i geometri».

Tornando ai progettisti juniores la sentenza chiarisce che la possibilità che in zona sismica si possano realizzare «costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate, non possa essere aprioristicamente escluso sempre e comunque e necessiti di una valutazione caso per caso, che tenga conto in concreto dell'opera prevista, delle metodologie di calcolo utilizzate e che potrà essere tanto più rigida e "preclusiva" allorché l'area sia classificata con maggiore rischio sismico».

La decisione del Consiglio di Stato è stata ovviamente salutata con grande soddisfazione dal Coordinamento degli universitari e professionisti triennali. «Questa sentenza – dice Vincenzo Boccassini, presidente di Cup3 – raccoglie per intero le nostre aspettative e chiarisce quali sono i nostri ambiti di competenza senza lasciare spazio a ulteriori fraintendimenti»


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