Lavori Pubblici

Appalti, con il Dl semplificazioni sanzioni più mordide

V.Uv.

La temuta mannaia dell'anno di stop che fino a oggi scattava per chi veniva sorpreso a produrre un documento falso non sarà più uguale per tutti. A dedidere l'entità della pena sarà l'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici

È sempre più morbida la mano del legislatore sulle cause di esclusione dagli appalti. L'ultimo intervento di impatto immediato e ampio sull'accesso al mercato è quello contenuto nel decreto semplificazioni, giunto alla seconda approvazione in Consiglio dei ministri che dovrebbe quindi entrare in vigore a giorni: la sanzione dell'espulsione dal mercato degli appalti e dei subappalti non sarà più automatica, ma graduata e graduabile.

In altre parole, la tanto temuta mannaia dell'anno di stop che fino a oggi scattava per chi veniva sorpreso a produrre un documento falso o un'autocertificazione altrettanto mendace non sarà più uguale per tutti. Da domani si cambia: l'anno di espulsione sarà la massima pena comminabile e le infrazioni minori potranno essere punite con molto meno rigore (non c'è un limite minimo, quindi la sanzione potrà andare da un giorno a un anno).

Chi decide? L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che è già oggi l'organo chiamato a valutare se nel comportamento dell'operatore c'è stato dolo o colpa grave e che lo fa in contraddittorio con l'operatore stesso.

Quello delle false dichiarazioni è uno dei capitoli più scottanti e più numerosi delle varie annotazioni che riempiono il Casellario dei contratti pubblici: nel 2010, ad esempio, secondo quanto si legge nella Relazione dell'Authority, si è toccato il record di 1.675 annotazioni contro 1.927 segnalazioni (non tutte quindi sfociate in una "menzione" negativa sul Casellario. Di queste ben il 12,5% erano relative proprio a questa casistica. Non tutte queste segnalazioni riguardano casi davvero eclatanti: come sa bene chi è incappato in questa norma (articolo 38, comma 1-ter). Molte di queste sono segnalazioni di infrazioni lievi e marginali: ricorrono spesso cartelle esattoriali "dimenticate" o procedimenti per lievi abusi edilizi sulla casa di famiglia, insomma anche cose marginali che non "inquinano" l'attività principale dei costruttori. Ebbene da domani (ma sulla applicazione transitoria si veda l'articolo qui sotto) questi casi potranno essere puniti con una sanzione più morbida. Per evitare che una sola multa non pagata decreti di fatto la morte di un'impresa sostanzialmente sana. E per rendere invece più marcata la distanza con chi invece si è macchiato di gravi omissioni che continua a rischiare un anno di stop.

Ma l'intervento sulle false dichiarazioni è solo l'ultimo ritocco al famigerato articolo 38 sulle cause di esclusione: già con il decreto sviluppo (Dl 70/2011 in vigore dal 13 maggio scorso) il governo Berlusconi aveva provato a fare ordine e a smussare le punte di rigidità maggiori (si veda anche la tabella a fianco). Da allora ad esempio è stato ridotto da tre anni a uno il periodo di tempo che deve passare per neutralizzare le condanne dei vertici delle aziende per reati contro la pubblica amministrazione. Ed è stata data un'interpretazione univoca alle "gravi violazioni" in materia fiscale (a partire dai 10mila euro) e contributiva (contano solo le cause che bloccano il rilascio del Durc). Ora questo difficile filtro del mercato degli appalti aspetta solo il rodaggio definitivo


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